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E' assolutamente indispensabile che la gatta si adatti alla nuova casa prima di avere accesso al giardino. Se non ti è possibile tenere chiuse tutte le finestre, allora lascia la gatta in un'unica stanza della casa per quattro/cinque giorni, facendole magari guardare il giardino attraverso la finestra. Poi falle esplorare il resto dell'abitazione sotto la tua sorveglianza. Potresti comprare una pettorina ed un guinzaglio e tenerla al guinzaglio prima in casa e poi, dopo una settimana, farla girare un po' per il giardino. Dopo qualche giorno puoi provare a farla uscire senza guinzaglio sotto la tua osservazione, e richiamarla offrendole cibo o giochi se si allontana troppo. La micia deve prima prendere confidenza con il nuovo territorio, e creare una "mappa" della zona in cui si trova. Perchè avvenga ciò occorre del tempo, pertanto ti consiglio di non lasciarla assolutamente libera per le prime due settimane di permanenza. Dopo questo tempo dovrebbe essersi "impadronita" del nuovo territorio e dovrebbe saper ritrovare la strada di casa.
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Sempre meglio aspettare l'autunno per gli interventi chirurgici se non sono urgenti.
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Potresti mischiare un po' della sua pappa originale a quella dietetica... non è il massimo, ma magari gli dai il tempo di abituarsi al nuovo sapore. Prova a fare per qualche giorno 50+50, e poi diminuisci gradualmente il cibo solito. Se però mangia le crocchette dietetiche non preoccuparti, può anche cibarsi solo di quelle e non toccare più l'umido. Far abituare un gatto ad una nuova alimentazione è un vero problema. La mia Principessa non amava il pesce ed invece mangiava parmigiano e mortadella... una volta ho provato ad "affamarla"... al quarto giorno di COMPLETO digiuno ha vinto lei!
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Sugar è bellissimo!!! Il gatto di Ceylon è una delle mie razze preferite, sia perchè è stato un medico italiano a "selezionarla" e sia perchè mantiene le caratteristiche originarie, non è "manipolato" dall'uomo. Di Tobia invece non ho visto foto... :-(
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Sì con il bianco, che invece nel siamese non c'è. Io l'ho visto spesso in incroci, anche molto belli. Se mi capita qualcuno simile te lo faccio sapere!
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mi sembra che l'80% di risposta al richiamo sia considerato un'ottimo risultato!!! Brave!
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La casa è piccola, ma il giardino è grande e loro sono abilissimi!!!
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Ho visto mantelli simili anche in incroci siamesi, sia a pelo lungo che a pelo corto. Esso è dato dal gene Himalayano, che porta nei gatti di tipo orientale, la colorazione delle "zone fredde" (coda, orecchie, genitali, muso e zampe) di un colore più scuro rispetto ad altre zone del corpo. Se un gatto portatore di questo gene è entrato nella "famiglia" allora quel colore può venire fuori anche in un animale non di razza. Se parliamo di gatti di razza allora quel mantello è presente anche nei persiani.
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A questo punto credo che bisogna fare una considerazione piuttosto che su quale animale diventi cibo, perchè come voi stesse avete evidenziato, è semplicemente una questione culturale, su come l'animale da carne viene trattato prima della macellazione. ...e qui certo non siamo in grado di impartire lezioni a nessuno, visto lo stress al quale sono sottoposti gli animali durante il trasporto dall'allevamento al macello, senza contare le vere e proprie torture inflitte ai polli in batteria, ai vitelli per far restare la loro carne più bianca, alle oche da patè e chiudo l'elenco. I miei genitori venivano da un mondo contadino, dove alcuni animali si allevavano per la carne. Questo non gli impediva di affezionarsi al maiale e di piangere quando questo veniva macellato, ma alla fine c'era l'accettazione del destino dell'animale, il quale però veniva nutrito, rispettato e anche coccolato (mia madre mi racconta che gli facevano il bagno quando faceva caldo ed aveva una pozza di fango dove rotolarsi per difendersi dagli insetti). Quando gli amici peruviani di morgenstern dicono che un porcello felice è più buono non si allontanano dalla verità. Lo stress provoca il rilascio di tossine che rimangono in circolo nell'organismo e quindi nella carne dell'animale che mangiamo... e la carne di un animale stressato non fa certo bene. Piuttosto che evitare completamente il consumo di carne, sarebbe importante battersi per cambiare i metodi di allevamento e macellazione.
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La combinazione rosso/nero con o senza bianco è data da gatti che hanno nel loro patrimonio genetico i colori rosso e nero, ma nella ereditarietà contano anche i nonni! Per questo motivo da una gatta tigrata può benissimo nascere una calicò o una squama tartaruga. Se il papà dei gattini è lo zio di Gigì allora potresti avere gattini rossi e rosso/bianchi (il rosso è dominante) e la probabilità è il 50% cad.), ma non conoscendo i suoi genitori non sappiamo se sia anche portatore dei geni di colore nero. In quel caso potrebbe anche nascere una gattina tartaruga o calicò, come un grigio tigrato con o senza bianco. A me una volta è nato un bellissimo gattino a pelo lungo color silver, infatti lo chiamammo Argento, da Duchessa (nero/bianca) ed un maschio brown tabby. Argento non aveva tigrature ma aveva il pelo smoke, cioè con la radice bianca e la punta più scura... di lui purtroppo non ho neanche una foto, morì a tre mesi per una malformazione cardiaca, seguito dal fratello Ivan a cinque mesi.
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Siamo davvero contenti che la micina si sia abituata alla nuova casa, e che possiate godervela in piena serenità!
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Sono davvero bellissime!!! L'aria italiana sembra fare un gran bene alla bella occhi bicolore!
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He he he... non so se loro la penserebbero nello stesso modo, ormai ci si sono abituati a vivere in casa, e poi la favola s'interrompe quando arrivano i bassottiferi di Dona, infatti i gatti diventano INVISIBILI!!!
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Bene, allora può anche darsi che stia con te ancora un po' di tempo. Mi raccomando, aggiornaci!
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... e noi ad aspettare il videoooooooo!!!!!!!
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leggerezza
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co-co-ri-ta
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ferita
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pianto
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espressione
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...riprendo la storia di Nerina che, appena arrivata a casa, fu presentata agli altri sedici gatti ed a Penelope. La vista del cane le suscitò una stranissima reazione: uscì dalla cesta e le si andò a strofinare addosso (Penny era un maremmano...). Ipotizzammo che nella sua casa precedente ci fosse un cane bianco, e che lei ne avesse nostalgia... scese la sera e lasciai Nerina in compagnia degli altri miei gatti, che avevano una lavanderia tutta per loro. Dopo qualche annusamento circospetto i miei mici accettarono la nuova arrivata e ripresero a dormire pacificamente, e così facemmo anche noi. Verso le sei del mattino sento fuori dal portone un miagolio sconosciuto... mi passa un pensiero per la mente addormentata: "vuoi vedere che è la gattina nuova? Impossibile, è chiusa dentro!" e riprendo il sonno interrotto. Circa un'oretta dopo mio padre si alza ed apre il portone per far uscire Penelope e lo sento esclamare:- E tu chi sei? Ma adesso vi presentate direttamente fuori la porta??? - Incuriosita mi alzo ed i miei sospetti si rivelano fondati! Era proprio Nerina, unica gatta che sia riuscita ad "evadere" dalla gatteria!!! Ma non solo era uscita fuori (ci sono volute diverse ispezioni per capire da dove), aveva anche imboccato il viale di casa senza sbagliare direzione e finire, ad esempio, per strada! Non male per un gatto arrivato da nemmeno ventiquattr'ore! Essendo Nerina una gatta cittadina, si trasferì in casa e per diversi mesi la sua vita si svolse esclusivamente tra l'appartamento e la lavanderia/dormitorio... che tristezza! Lei è una gattina piuttosto esile, ma i lunghi mesi costretta in una cella avevano completamente atrofizzato le sue zampine, sembrava che si potessero spezzare da un momento all'altro. Fuori era primavera: sole, alberi, farfalle, lucertole, gatti... a noi dispiaceva tantissimo che lei non mostrasse alcun interesse per la vita fuori dalle pareti domestiche, era una gatta giovane, poteva avere al massimo dieci mesi, e vederla trascinare come una vecchina dalla sedia al letto ci stringeva il cuore. Ma, si sa, non si può costringere un gatto a fare ciò che non vuole... Eppure un giorno, proprio sotto i miei occhi, avvenne un "miracolo"! Apro la porta della lavanderia ed i miei mici si precipitano fuori a darmi il buongiorno. Nerina resta un attimo ferma sulla soglia, pensierosa. Ed improvvisamente, come se si fosse resa conto soltanto in quel momento di poter godere di una libertà diversa, i suoi occhi gialli s'illuminarono! Un fremito le attraversò il codino e lei si scatenò in una gioiosa arrampicata sull'olivo di fronte la lavanderia. Da quel giorno di primavera del 2000 Nerina è cambiata tantissimo: è una provetta cacciatrice, non perde occasione di gettarsi in mezzo alle liti di altri gatti (non si capisce bene se per dirimerle o menare le zampe anche lei ) e d'estate vorrebbe trascorrere tutta la notte fuori!
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coperchi
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Era il re del mio cuore... ma è vissuto sedici anni, non potevo chiedere di più.
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ne-me-si
