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La Legge Si Muove


Antonella12
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Comunicato stampa LAV

Sede Territoriale Provinciale di Roma

 

ANIMALI, BRACCIANO (RM): RINVIATE A GIUDIZIO DUE PERSONE CON L’ACCUSA DI AVERE, IN CONCORSO TRA LORO, UCCISO UN GATTO TRAMITE TRAPPOLE ILLEGALI NEL TERRENO DI LORO PROPRIETA’. L’AZIONE LEGALE PARTITA NEL 2007 CON LA DENUNCIA DA PARTE DI UNA VOLONTARIA DELLA LAV ROMA, PROPRIETARIA DEL MICIO.

 

LA LAV: “IMPORTANTE DECISIONE DEL PM. SEGUIREMO IL CASO AFFINCHE’ LA MORTE DEL GATTO SILVESTRINO PORTI AD UNA CONDANNA DEI RESPONSABILI.”

 

“QUESTA VICENDA DIMOSTRA ANCORA UNA VOLTA CHE E’ FONDAMENTALE CHE I CITTADINI DENUNCINO ALLE AUTORITA’ COMPETENTI QUALSIASI CASO DI MALTRATTAMENTO SUGLI ANIMALI DI CUI SI SIA A CONOSCENZA”.

 

Bracciano, ridente paese in provincia di Roma: i signori R. sono stati rinviati a giudizio dal Dott. Pantaleo Polifemo, PM della Procura di Civitavecchia, e dovranno presentarsi tra pochi giorni presso la sezione di Bracciano con l’accusa di avere, in concorso tra loro, ucciso un gatto.  

 

La vicenda ha inizio una domenica mattina di Agosto 2007, quando M. M, volontaria della LAV di Roma, rinviene non lontano da casa sua il cadavere del suo micio Silvestrino in un fosso profondo 5 metri, dove era stato gettato dopo essere stato ucciso da una trappola illegale a cappio metallico.

In seguito alla denuncia presentata da M. M., le indagini condotte dai Carabinieri di Bracciano, coordinati dal Comandante Francesco Leonardis, congiuntamente con il Corpo Forestale dello Stato, coordinate dal Comandante Salvatore Verzilli, portano al rinvenimento e successivo sequestro di 3 trappole “a nodo scorsoio o a cappio” - usate illegalmente per la caccia di piccoli animali – nel terreno dei signori R., non distante dalla zona di rinvenimento del cadavere.

Le trappole rinvenute sono del tipo a nodo scorsoio o cappio o strozzo, che vengono barbaramente ed illegalmente utilizzate dai bracconieri per la caccia di piccoli animali (volpi, istrici, ecc…), e dai contadini e piccoli allevatori per proteggere orti e animali da cortile da animali selvatici indesiderati. Sono spesso realizzate “fai da te” con il cavo metallico dei freni delle biciclette. Trappole che provocano una morte lenta e dolorosissima: per soffocamento o per lacerazione delle viscere. Queste trappole, comunemente chiamate “lacci”, sono ancora, purtroppo, ampiamente diffuse in alcune zone rurali, in particolare nei dintorni del territorio di Bracciano e nelle campagne laziali. La LAV ricorda che la detenzione ed uso di queste trappole è vietato e punito dalla Legge quadro sull’attività venatoria 157/92.

 

La LAV di Roma, che seguirà il procedimento giudiziario, ringrazia le Forze dell’Ordine per la disponibilità dimostrata nella vicenda in questione, e lancia un appello a tutti i cittadini: “anche questa vicenda, a prescindere dalla sua conclusione, conferma l’importanza di denunciare alle Autorità competenti qualsiasi notizia di maltrattamento su animali di cui si sia a conoscenza. ”

 

La LAV ricorda che l’uccisione di un animale, per crudeltà o senza necessità, è punita con la reclusione da tre a diciotto mesi.

Roma, 30 giugno 2009

Questo comunicato mi è stato inoltrato dalla proprietaria del gatto, nostra ex utente e mia amica. Spero che la giustizia faccia il suo corso ed il processo dia luogo ad una condanna esemplare!

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se l uccisione avviene volontariamente o involontariamente attraverso oggetti illegali sono d accordo con renzamara: troppo leggere come pene.

mi spiace solamente che prijma di capire queste cose, debba morire sempre qualche innocente, povero silvestrino :(

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