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La Strada Del Cavaliere


LadyD
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Navigando per il net alla ricerca di nuovi volumi da studiare, ho trovato un titolo che mi ha fatto pensare: "Il cavallo in dieci lezioni".

Premetto che non mai sfogliato il libro in questione, ma la sola lettura del titolo mi fa rabbrividire. Come si può anche solo pensare di capire il mondo del cavallo, nella sua complessità come animale e nella storia centenaria dell'equitazione, in sole dieci lezioni (o 15, o 20.. poco importa)?! Come si può dare un'impressione più erronea e superficiale a chi si avvicina magari da poco al mondo equestre? Cosa si può veramente imparare in queste famose "dieci lezioni", seppur guidate da un ottimo istruttore? Che tipo di cavaliere si diventa?

Da questo piccolo sfogo nasce una riflessione... ognuno di noi sta seguendo un percorso, più o meno tortuoso, nel mondo dell'equitazione. Le esperienze si accumulano, una miriade di nozioni ci raggiungono e noi dobbiamo praticare delle scelte, possibilmente critiche ed intelligenti per crescere. insomma.. ci siamo passati tutti.

Ma quando ci si può definire veramente "cavalieri"? Quando si attraversa il confine invisibile che divide i neofiti dagli esperti, i cavallari dai cavalieri? E i famosi "écuyer" chi sono? Sono paragonabili ai cavalieri olimpionici? O sono qualcosa di diverso?

A voi la parola...

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Che bel domandone!

Penso che sia difficile dire quando c'è il passaggio, dopo quanto, dopo cosa?

Sui cavalli non si finisce mai d'imparare, ogni giorno possiamo scoprire qualcosa di nuovo che non sapevamo.

Cosa separa il neofita dal cavaliere?

Secondo me il cavaliere è quello che nonostante la lunga esperienza continua a studiare, che sa di non sapere, che conosce bene la tecnica ma non smette di ricercare la perfezione. In più si documenta, conosce, legge e osserva gli altri. Sa di non essere arrivato anche se è un olimpionico.

Il neofita è agli inizi , ha un pò di tecnica sommaria e gli manca ancora talmente tanta strada da fare che neppure se ne rende conto.

Il cavallaro è colui che non si chiede il perchè delle cose, che basta salire in sella e sgaloppazzare per le carraie e armeggiare intorno al cavallo, senza saperne un cavolo.

Ma quando si passa da neofita a cavaliere non lo so. Però il cavallaro non lo diventerà mai.

Qualcuno ha un'idea in proposito?

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Che bel domandone!

Penso che sia difficile dire quando c'è il passaggio, dopo quanto, dopo cosa?

Sui cavalli non si finisce mai d'imparare, ogni giorno possiamo scoprire qualcosa di nuovo che non sapevamo.

Cosa separa il neofita dal cavaliere?

Secondo me il cavaliere è quello che nonostante la lunga esperienza continua a studiare, che sa di non sapere, che conosce bene la tecnica ma non smette di ricercare la perfezione. In più si documenta, conosce, legge e osserva gli altri. Sa di non essere arrivato anche se è un olimpionico.

Il neofita è agli inizi , ha un pò di tecnica sommaria e gli manca ancora talmente tanta strada da fare che neppure se ne rende conto.

Il cavallaro è colui che non si chiede il perchè delle cose, che basta salire in sella e sgaloppazzare per le carraie e armeggiare intorno al cavallo, senza saperne un cavolo.

Ma quando si passa da neofita a cavaliere non lo so. Però il cavallaro non lo diventerà mai.

Qualcuno ha un'idea in proposito?

Condivido il pensiero di Ela...

Non si finisce mai di imparare... Anche se più si va avanti e più si deve cogliere l'invisibile... cose che non si possono raccontare nè a un neofita e nemmeno a un cavallaro.

I cavallari... l'importante è sgaloppazzare... se poi è asfalt, campo in erba, ghiaia, sui sassi dei fiumi o in centro al paese per loro non cambia nulla. Tanto il cavallo se si rompe si cambia.

Dio che schifo...

I neofiti, di plastica (vedi sotto)

Sto andando fuori tema... Potremmo aprire una "discussione di sfogo" su sta gente...

Dieci lezioni?? Ridicolo in 10 lezioni non sai nemmeno che il cavallo è un erbivoro...

Tanto per cambiare roba da cavallari, qualunque cosa ci sia scritta in queste 10 lezioni.

Credo che l'equitazione e tutto il mondo dei cavalli sia cambiato. Molto più commerciale.

Una volta c'era il sellaio e sella e testiera erano fatti a regola d'arte a mano e salvo qualche incidente ti duravano una vita. (adesso si puo andare in quella catena di negozi a comprare un sacco di cose a poco prezzo e di scarsa qualità - con un incompetente davanti che se gli chiedi la differenza tra un pelham e un filetto ad oliva non è in grado d'illuminarti).

Si montava sempre a cavallo nonostante non ci fosse il coperto. Oggi se non c'è il clima ideale pochi si muovono...

GLi istruttori erano istruttori e non dovevano giocare a fare gli psicologi per pochi € all'ora.

Se volevi montare a cavallo era così, se no ciccia.

Adesso lo trovo un po' un mondo fatto di "plastica" consentite il termine... (trovo che sia cambiato come il Natale) l'importante è far soldi ma la qualità è quella cinese.

Ciao Ragazze

Sir Hiss in un momento di sconforto

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Sir, la tua purtroppo è un'analisi molto azzeccata, almeno a mio parere.

Sei proprio arrabbiato!! Ma hai ragione potrei risponderti ma continuerei ad andare fuori tema, eventualmente apriamo un nuovo topic per vecchi nostalgici. Così ci sfoghiamo! Haha

Però non abbiamo stabilito qando si diventa cavaliere!

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Però non abbiamo stabilito qando si diventa cavaliere!

Cari Voi,

dopo tanti anni che monto e dopo tante cose che ho visto, credo di essere ancora all’inizio.

Non credo che ci sia un punto da dove ti puoi (o vieni ) definito cavaliere.

Nel Karate ci sono le cinture multicolor e a cavallo, monta inglese – salto ostacoli - hanno messi brevetti e il I e il II grado.

Adesso la mia domanda sorge spontanea ma quanti cavalieri ci sono col primo grado?? (Appena sale su un cavallo che non è il loro non riescono a trottare)

Cavalieri con primo grado Vi faccio un appello: “ma sto pezzo di carta vale quello che rappresenta? Siete davvero capaci o siete una manica di sbruffoni??”

Quindi mi chiedo se questi “patentini” dovrebbero anche essere uno strumento di valutazione per chi si ha di fronte, cosa dobbiamo pensare?

Non lo so da quando parte la nomina di cavaliere… Personalmente preferisco ancora definirmi palafreniere… J

Buona giornata

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Ciao a tutti....

Beh trovo che ci siano troppi cavallari e pochi cavalieri...indubbiamente concordo con quello che leggo sopra...

Forse si diventa cavalieri dopo annianniannieanni di esperienze,quando ancora si ricerca la perfezione e il bene per il cavallo...

Ma forse nemmeno questo basta...

Trovo che i brevetti non siano giusti metodi di valutazione: di solito fai gli esami con il tuo cavallo (non so nella mi).

Non so,forse nessuno può dire "ok sei un cavaliere" però ci sono sicuramente persone da cui si può imparare qualcosa di COSTRUTTIVO,dagli altri al massimo impari cos NON FARE.

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Ciao a tutti....

Beh trovo che ci siano troppi cavallari e pochi cavalieri...indubbiamente concordo con quello che leggo sopra...

Forse si diventa cavalieri dopo annianniannieanni di esperienze,quando ancora si ricerca la perfezione e il bene per il cavallo...

Ma forse nemmeno questo basta...

Trovo che i brevetti non siano giusti metodi di valutazione: di solito fai gli esami con il tuo cavallo (non so nella mi).

Non so,forse nessuno può dire "ok sei un cavaliere" però ci sono sicuramente persone da cui si può imparare qualcosa di COSTRUTTIVO,dagli altri al massimo impari cos NON FARE.

Buongiorno a tutti,

domandone filosofico del lunedì..

La perfezione varia da cavallo a cavallo. Con uno hai raggiunto un equiliborio tale da essere perfertto, con l'altro ci stai provando.... con il terzo lo monti perchè lui ti rispetta come cavaliere ma non potrai mai raggiungere la perfezioni perchè manca la "chimica" (intendo quel qualcosa che ti permette di dare di più su certi cavalli e viceversa) nel binomio...

Quindi la ricerca della perfezione assoluta è il delirio... Il delirio totale...

Cara LadyD secondo me diventi cavaliere quando raggiungi il delirio, quando il cevello si contorce in modo tale che cominci a nitrire e a fare la cacca a pallini...

Scusate... domenica in sella deludente...

Sir Hiss

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quando le persone,che siano cavallari o cavalieri provetti o persone alle prime armi, mi vedono cavalcare mi dicono diverse cose...il cavallaro mi dice: mazza brava non ciai paura per niente.... Quindi non capisce che per sapere andare bene a cavallo non basta solo non avere paura, visto che il cavallo si innervosisce se sente la paura "nell'aria".... le persone alle prime armi mi dicono: brava brava sembra che voli su quel cavallo, sintonia perfetta e nemmeno è il tuo.... Non capiscono che per instaurare un ottimo rapporto con i cavalli non serve "possederne" uno....le persone esperte quindi cavalieri, mi dicono: complimenti ottimo assetto, usi bene gli aiuti, ogni tanto magari ti "perdi" un po, pero complimenti.... Io a tutti rispondo: non importa se è un giorno o una vita che monti...una persona o è portata o non è portata per avere un buon rapporto con il cavallo...quella è la cosa principale....il saper montare, viene dopo...ho visto cavalieri, con anni e anni di esperienza alle spalle, possessori di cavalli purosangue costosissimi...che non sapevano andare a cavallo bene tanto quanto persone con molta meno esperienza...questo perchè??perchè non sanno leggere dentro al cavallo...qualsiasi cavallo...loro, o del maneggio che sia...il cavallo sente se tu sei sulla sua groppa tanto per vincere un premio o per fare il "grandone" davanti agli altri, o se stai sopra a lui perche ami guardarlo negli occhi e scoprirne ogni giorno qualcosa di nuovo.... per concluedere, non so se mi sono spiegata bene...pero quello che voglio dire io è che non serve montare su un cavallo per saperci andare, o prendere anni e anni di lezioni, (certo quelli ti formano bene l'assetto ecc.ecc)...secondo l'importante è stare col cavallo...nel suo box quando piove, parlandogli dolcemente...oppure coccolarlo quando si torna dalla passegiata, ricoprendolo di coccole e di attenzioni...soprattutto se sono cavalli del maneggio perchè a volte non sanno nemmeno cosa vuol dire avere un po di attenzioni...loro vedono l'uomo come quello che li tratta come merce,come oggetti,che li fa lavorare fino allo sfinimento,purche si senta un bravo cavaliere...o per meglio dire...a mio parere, un bravo CAVALLARO..perche a quel punto non hai capito niente di come si "prende " un cavallo per cui resterai sempre e solo una persona che si ferma all'apparenze della vita e non sa coglierne le piu grandi e sensibili sfumature!!

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