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Pericoli Per I Pappagalli


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IL TEFLON - Nessun oggetto che contiene Teflon, come le pentole anti-aderenti, dovrebbe trovarsi in una casa in cui viene ospitato un pappagallo. I rivestimenti anti-aderenti – che rappresentano un pericolo mortale per i pappagalli - si trovano in molti oggetti come radiatori, ferri da stiro, macchine per fare il pane, forni e rastrelliere, fodere per tavole da stiro, stampi per waffle, teglie o grill. Assicuratevi che ogni oggetto che ponete sul fuoco o che azionate con la corrente elettrica non abbia un rivestimento anti-aderente. Se non usate pentole o altri oggetti con rivestimento anti-aderente, aprite comunque le finestre e attivate la ventola in caso di eccesso di fumi.

Alcuni forni e componenti per forni vengono rivestiti di una resina da imballaggio che può essere fatale per i pappagalli. Per essere sicuri di eliminare i rischi è opportuno riscaldare i componenti del forno ad alta temperatura e all’esterno. Non è sufficiente stare attenti che durante la cottura i cibi non brucino. Se le pentole sono in alluminio o in acciaio non ci sono rischi, ma se le pentole sono del tipo anti-aderente possono risultare mortali pur non raggiungendo alte temperature. Per questo motivo non usate mai nessun oggetto con rivestimento anti- aderente.

FORNI AUTO-PULENTI - Non azionate la funzione autopulente del forno se il pappagallo si trova all’interno della casa. Se avete comprato da poco un forno nuovo, azionate il ciclo autopulente diverse volte con la griglia al suo interno solo dopo aver allontanato i pappagalli da casa. L’alta temperatura generata dal sistema autopulente dissolverà la resina di imballaggio. Se non avete mai usato il sistema autopulente in un forno che possedete da tempo, azionate diverse volte questo programma tenendo le griglie dentro il forno, ma solo dopo aver allontanato i pappagalli da casa.

Trattate i forni autopulenti sempre senza i pappagalli in casa. I fumi provenienti dalla combustione della resina del forno è stata sufficiente per far uscire me e la mia famiglia da casa. Posso ben credere che avrebbe avvelenato i miei pappagalli se si fossero trovati all’interno.

Anche il rivestimento di alcuni piani di cottura in ceramica è stato ritenuto responsabile della morte di alcuni pappagalli. Siate prudenti e aprite le finestre, azionate la ventola della cucina e allontanate i pappagalli dalla stanza durante le prime settimane e mesi di utilizzo di un piano di cottura in ceramica. Non è sicuro che questi accorgimenti siano sufficienti a salvaguardare la vita al vostro pappagallo, ma vale la pena fare un tentativo quando l’animale non è presente.

CIBI, PIANTE E SOSTANZE CHIMICHE TOSSICI E SICUREZZA DEI GIOCHI -Esistono molte sostanze come cibi, piante e agenti chimici che possono causare problemi seri o addirittura la morte ai vostri pappagalli. Alcuni pappagalli sono morti solo a causa di giochi e gabbie costruiti con materiali non appropriati. Lo stesso pericolo è rappresentato da fili elettrici e prese di corrente. Procuratevi i coperchi per le prese di corrente e non lasciate i vostri pappagalli senza sorveglianza. Di seguito troverete degli articoli su come è possibile proteggere il vostro pappagallo da alcuni pericoli.

Zinco e piombo - Carol Highfill; Winged Wisdom

Il Killer Silenzioso - Joannie Doss; Aviary

PAPPAGALLI SENZA SORVEGLIANZA - Lasciare liberi di vagare per casa quei pappagalli che hanno le ali spuntate è pericoloso. Il pappagallo potrebbe essere inavvertitamente schiacciato e le lesioni per schiacciamento sono molto difficili da curare. A meno che voi stessi non siate nella stanza e che il pappagallo non stia raggiungendo proprio voi, è più prudente riaccompagnarlo nella sua gabbia o sul play top. Se durante il percorso vedete che l’animale ha delle difficoltà, riconducetelo nella gabbia o sul play-top.

GLI OSPITI - Quando avete ospiti assicuratevi che non offrano al pappagallo cibo senza il vostro permesso. Le persone che non possiedono pappagalli non si rendono conto se un alimento può essere tossico. Se non siete in grado di controllare tutto quello che avviene quando avete ospiti, mettete il pappagallo in un’altra stanza. Non lasciate mai il pappagallo da solo con ospiti e bambini. Non permettete ad estranei di toccare il pappagallo a meno che prima non diciate loro come fare. Essere toccati da estranei può essere un buono strumento di socializzazione per un pappagallo ma a patto che vengano evitate brutte esperienze.

GLI ALTRI ANIMALI DA COMPAGNIA - E’ di vitale importanza che gli altri animali da compagnia non vengano mai a contatto diretto con il pappagallo. Su molte mailing list si leggono storie raccapriccianti di pappagalli che sono stati aggrediti da altri animali. Di seguito elenchiamo alcuni casi che si sono verificati:

Un cane ha sbranato un pappagallo tirandolo dalle sbarre della sua gabbia

Un pappagallo al quale era permesso di stare sul dorso di un cane è stato aggredito e ucciso

Un cane al quale era stato permesso di baciare un pappagallo ha trasmesso al pappagallo una grave infezione

Un cane ha tirato le penne della coda a un pappagallo che in seguito ha cominciato a spennarsi

Un furetto ha afferrato per il collo un Cacatua Goffin e lo ha atterrato in pochi secondi mentre il proprietario era uscito dalla stanza.

Un pappagallo è morto di setticemia perché il proprietario non si è accorto di una ferita provocata dal gatto con il quale il pappagallo giocava abitualmente.

Non lasciate mai il pappagallo da solo con altri animali da compagnia e non permettete che tra loro avvenga nessun tipo di contatto fisico, seppure minimo.

In ogni tipo di confronto con altri animali da compagnia il pappagallo è sempre in una posizione di svantaggio. Può sembrare anche che il pappagallo non abbia paura, ma lui può non capire che la sua vita è in grande pericolo.

Quando uscite assicuratevi che ogni altro animali resti nella sua gabbia o in un’altra stanza se si tratta di animali lasciati liberi in casa. Questi animali non dovrebbero mai aver accesso nella stanza in cui si trovano i pappagalli, sia quando siete in casa, sia quando siete fuori.

L’AFFIDAMENTO DEI PAPPAGALLI AD ESTRANEI - Assicuratevi che coloro ai quali affiderete il pappagallo in vostra assenza siano coscienti dei pericoli che esistono all’interno della casa. Insieme alle istruzioni su come provvedere correttamente all’ accudimento e all’alimentazione informate la persona che baderà al vostro pappagallo dei molteplici rischi di fuga o di incidenti. Controllate che il taglio delle remiganti e quello delle unghie sia a posto. Lasciate un foglio con la lista di tutti i possibili segnali di malattia da osservare, come la perdita di appetito, l’abbassamento della coda, l’appoggio di entrambe le zampe sul posatoio durante il sonno, suoni respiratori, sangue, cambiamento dell’aspetto delle feci (volume e colore), arruffamento delle penne, eccessivo sonno durante il giorno. Concordate con il vostro veterinario il pagamento per visite di emergenza durante il periodo della vostra assenza. Lasciate alla persona che vi terrà il pappagallo il nome del veterinario, il suo numero di telefono e il suo indirizzo insieme a tutte le indicazioni utili per raggiungere il suo studio o la sua clinica. Se il vostro veterinario vi lascia il suo numero del cercapersone o qualunque altro numero per le emergenze, scrivete anche questi nell’appunto da lasciare a chi vi accudirà il pappagallo.

IL TAGLIO DELLE REMIGANTI - Controllate che il taglio delle remiganti sia sempre della giusta lunghezza. Le ali spuntate, tuttavia, non possono evitare del tutto la fuga dei pappagalli dovute a folate di vento. Non permettete al pappagallo di stare all’aperto a meno che non sia nella sua gabbia o in un trasportino. Mantenete regolare il taglio delle remiganti. Non dovrebbero mai essere usate catenelle o lacci legati alla caviglia dei pappagalli.

PERICOLI ALL’ESTERNO -All’esterno non lasciate mai senza sorveglianza il pappagallo dentro la gabbia o al trasportino. Animali predatori come opossum e procioni possono aggirarsi anche in quartieri urbani. Anche serpenti, gatti, cani e insetti possono costituire un pericolo.

FINESTRE E SPECCHI - Il controllo costante del taglio delle remiganti eviterà incidenti, traumi cranici e morte che possono verificarsi quando un pappagallo va a sbattere in volo contro un vetro. I pappagalli non capiscono cosa sono vetri e specchi, pensano che siano un passaggio verso l’esterno visibile attraverso di essi. Se il vostro pappagallo sta imparando a volare tirate le tende alle finestre, provvedete a coprirle o ad applicare temporaneamente sopra i vetri degli adesivi. Non appena il vostro pappagallo sarà diventato esperto nel volo, spuntategli le ali e mantenete il taglio regolare. Un pappagallo che vola via è un pappagallo che ha scarse possibilità di sopravvivere alla fame, ai predatori, alle condizioni atmosferiche, al traffico, ecc. Non spalancate porte o finestre a meno che il pappagallo non sia al sicuro dentro la sua gabbia.

Prima di aprire la porta di casa alloggiate il pappagallo dentro la gabbia e prendete l’abitudine di aprire qualunque porta che dà all’esterno dando le vostre spalle alla porta e tenendo il pappagallo bene in vista davanti a voi.

VISITE VETERINARIE E CURE - Acconsentite che vengano fatte manovre sul vostro pappagallo solo in vostra presenza. I pappagalli non hanno bisogno di essere anestetizzati per le cure di routine. L’anestesia può essere rischiosa per i pappagalli. Il loro sistema respiratorio funziona in modo molto diverso rispetto a quello degli altri mammiferi. L’aria e il gas dell’anestesia circola attraverso l’intero corpo dei pappagalli, non solo all’interno dei polmoni. Se un veterinario vuole anestetizzare il vostro pappagallo per delle cure di routine cambiate veterinario. Scegliete un veterinario aviare esperto di uccelli. Esistono molti veterinari molto competenti in campo aviare non specializzati, tuttavia un veterinario aviare specializzato garantirà una maggior tutela.

Non somministrate ai vostri pappagalli antibiotici o altri medicinali da banco per curare malattie solo immaginate. Generalmente non sono di alcuna utilità. Siate sicuri di comprendere la ragione e la necessità per le quali somministrare medicinali. Non c’è alcun motivo di dare ai pappagalli degli antibiotici in assenza di malattie evidenti, di patologie in corso o di infezioni. Gli antibiotici uccidono i batteri, non i virus.

Fate controllare il livello di calcio nel sangue del vostro pappagallo ogni anno. I soggetti più giovani hanno una concentrazione di calcio più bassa rispetto agli adulti. Il livello di calcio nel sangue può variare durante il corso del tempo. I Cenerini, più di altre specie, possono avere il problema di presentare bassi livelli di calcio nel sangue. Per questo motivo potranno essere soggetti ad attacchi o a perdita di equilibrio, laddove altre specie potranno essere più sensibili alle fratture. Non somministrate integratori di calcio giornalmente o a caso senza prima avere una diagnosi certa di livelli di calcio bassi nel sangue.

FIERE, MOSTRE, ESPOSIZIONI, NEGOZI, CLUB - Molti contagi veramente pericolosi per la vita dei pappagalli avvengono per contatto diretto o indiretto con pappagalli di cui non è noto lo stato di salute. Non comprate giochi che non possano essere lavati nella lavastoviglie. Lasciate fuori dalla porta di casa ogni busta o carta da confezione che proviene da mostre o esposizioni di uccelli. Lavate ogni gioco che comprate nella lavastoviglie dopo averlo scartato in garage, mettete i vostri indumenti nella lavatrice e fatevi la doccia lavando anche i capelli.

Queste precauzione vanno prese ogni volta che venite a contatto con pappagalli di altre persone. Naturalmente non portate con voi i pappagalli negli incontri ove dovessero esserci i pappagalli di altre persone.

LA MALATTIA DEL BECCO E DELLE PENNE (PBFD) - La PBFD sembra non contagiare pappagalli al di sopra dei 3 anni di età. Il Dottor Branson Ritchie, quando era ancora un ricercatore, non è riuscito a condurre un esperimento di laboratorio che prevedeva il contagio di un pappagallo di più di tre anni di età.

I pappagalli non dovrebbero essere vaccinati a meno che e solo a condizione che il vaccino non serva per salvaguardare il pappagallo da malattie virulente o mortali. Vaccinate il vostro pappagallo contro il Polyomavirus e fate i richiami ogni anno. La maggior parte dei pappagalli adulti non muore a causa del Polyomavirus, ma ad altri può accadere. Non permettete che accada al vostro pappagallo.

IL BAGNO -Il bagno è molto importante per la salute e per il benessere del vostro pappagallo. Le nostre case sono per lo più un ambiente dal clima desertico. I riscaldamenti seccano l’aria all’interno della casa durante l’inverno e i condizionatori la deumidificano durante l’estate. Molti pappagalli che si sono evoluti nelle zone tropicali hanno bisogno di tenere la pelle e le penne idratate.

La muta è spesso un periodo in cui i pappagalli possono iniziare a spennarsi. Avvertono prurito e si sentono a disagio per la ricrescita delle nuove penne. Se sono abituati a ricevere il bagno quotidianamente il periodo della muta sarà più facilmente superato. Ad alcuni pappagalli piace fare il bagno, alcuni lo odiano, alcuni lo tollerano, altri si paralizzano in attesa che sia tutto finito. Per alcuni pappagalli il bagno rappresenta un tormento, ma è importante e deve essere fatto. Cercate di fare uno sforzo per scoprire come il vostro pappagallo preferisce fare il bagno. Alcuni tollerano di essere spruzzati, alcuni altri amano fare la doccia con il proprietario, alcuni di bagnarsi dentro il lavandino, alcuni altri dentro una scodella. Se al vostro pappagallo non piace nulla di tutto ciò scegliete di fargli il bagno nella maniera che odia di meno.

CORDE E GIOCATTOLI IN TESSUTO - I pericoli che derivano dall’aggrovigliamento dei fili sono molto insidiosi per i pappagalli. I grovigli che si possono formare da tessuti lisi possono provocare la perdita di un dito della zampa, di una gamba, di un’ala ed essere persino mortali. Giochi fabbricati con corde e tessuti dovrebbero esser lasciati a disposizione del pappagallo solo in vostra presenza. Questi giochi o oggetti non dovrebbero essere lasciati all’interno della gabbia quando voi siete assenti o durante la notte. Sono stati documentati decessi ed infezioni per l’ostruzione del sistema digestivo provocati da fibre di corde e tessuti, specialmente di quelli di alcuni happy-hut. Il gioco Cotton Candy è stato indicato come responsabile di alcune morti e lesioni interne su alcune Mailing list. Controllate l’intreccio delle corde dei giochi e di altre parti in tessuto frequentemente. Tagliate ogni filo o fibra che sporge. In passato ad uno dei miei piccoli di Cacatua si attorcigliò intorno alla caviglia una grande quantità di fili provenienti da una corda e perse un dito della zampa. Attualmente l’unico componente di corda che ritengo sicuro sono dei pezzi di sisal. Corde penzolanti, catene, lacci di pelle non conciata, ecc, portano con sé il rischio di formare grovigli mortali se appesi alle sbarre della gabbia.

GLI ALLOGGI PER CIOTOLE E BEVERINI

Non lasciate mai gli alloggi predisposti all’interno della gabbia sprovvisti di ciotole e beverini. Questi spazi vuoti a forma circolare potrebbero essere una tentazione ad essere esplorati e potrebbero diventare una trappola mortale o causare lesioni gravi. Inoltre nel tentativo di liberare il pappagallo il proprietario potrebbe venire morso in modo grave. Comprate ciotole di ricambio che riempirete con giochi e che inserirete negli spazi appositi ogni volta che dovete togliere le ciotole della gabbia.

INTERAZIONE PAPPAGALLO/PAPPAGALLO

Pappagalli diversi per taglia, età, predisposizione o specie, non dovrebbero essere lasciati incustoditi mentre interagiscono fra loro. La vita dei soggetti più piccoli, di quelli meno aggressivi o dei più giovani potrebbe trovarsi in grave pericolo. Anche se l’interazione può avvenire in modo pacifico per mesi o anni, la probabilità di ferimenti è molto alta. Ogni pappagallo che non sia della stessa specie, taglia o età, ha bisogno della sua gabbia personale e del suo spazio di gioco.

DORMIRE CON I PAPPAGALLI

Dormire o riposare con i pappagalli rappresenta per loro un pericolo mortale poiché sono privi della stamina in grado di salvarli in caso un corpo umano rotolasse su di loro. Se il petto di un pappagallo viene schiacciato l’animale morirà per soffocamento.

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INTOSSICAZIONE DA ZINCO

Un problema estremamente grave quanto concerne la difficoltà di diagnosi e che purtroppo è generalmente ignorato dalla maggior parte delle persone, proprietari di pappagalli inclusi, è l'intossicazione da zinco. Probabilmente si penserà che è un rischio estremamente raro, per non dire impossibile da correre, ma non è esattamente così. Lo zinco è un metallo che è impiegato per rivestire durante la galvanizzazione, il ferro allo scopo di impedire la formazione della ruggine. Componenti metalliche che possono venire a contatto con i pappagalli ed, eventualmente essere ingerite, sono la rete impiegata per le voliere, le sbarre delle gabbie e parti di alcuni giochi utilizzati per pappagalli. Anche i giochi di plastica o altri materiali potrebbero avere un'anima di ferro all'interno ed è possibile che questa sia zincata.

Ovviamente se le componenti non sono zincate (evitate però il piombo che oltre ad essere tenero è tossico) ma di acciaio inox o per quanto riguarda i giochi, di legno (non trattato chimicamente ) o di cuoio e pelle (concia senza prodotti chimici artificiali se possibile) questo problema non si pone. Lo stesso se il pappagallo pur alla presenza di prodotti zincati non li becca e non cerca di "masticarli": in tal caso infatti non c'è alcun rischio di ingerire frammenti della galvanizzazione.

Come si presenta la sintomatologia dell'intossicazione da zinco ? In modo assolutamente aspecifico, cioè non indicativo. Il pappagallo può avere disturbi intestinali, appetito ridotto, dimagrimento, rigurgito e/o vomito, problemi all'apparato urinario con aumento di urine. Anche infezioni cutanee, alterazioni del piumaggio (colori diversi) e problemi di automutilazione del piumaggio stesso. Tutti questi sintomi possono essere presenti in varie combinazioni e gravità.

Come possiamo capire se le parti di metallo di gabbie, giochi ed altri accessori sono zincate o no ?

L'acciaio inox non è magnetico e quindi una calamita si può velocemente avere idea di che tipo di metallo si tratta. Tuttavia è possibile che certi acciai di scarsa qualità (e quindi contenenti impurità) siano debolmente magnetici, oppure che acciai placcati in nichel possano essere magnetici (il nichel non è pericoloso, ma interferisce con le analisi). L'aspetto dell'acciaio inox è di un metallo molto lucido e brillante, più di altri metalli e anche questo può aiutare nel riconoscimento. Cerchiamo di informarci sui prodotti in commercio e di acquistare quelli privi di zinco, se possibile.

Oppure possiamo sostituire a eventuali parti rimovibili con analoghi pezzi in acciai o inox e lavare con aceto e una spazzola dura le parti di metallo della gabbia o rete se non di inox. Infatti ciò aiuta a rimuovere le parti mal fissate di zinco e/o gli strati più superficiali soprattutto se la galvanizzazione non è stata ben eseguita.

Per concludere l'intossicazione da zinco è una patologia subdola, difficile da identificare con chiarezza e che assomiglia a tante altre malattie. La prevenzione e la cura sono possibili, ma il rischio è di arrivare tardi in un organismo debilitato da un problema di vecchia data e non in grado di rispondere alla terapia. E' senz'altro più presente di quanto si ritiene normalmente, anche tra i veterinari aviari e anche il proprietario deve fare la sua parte controllando le attrezzature a contatto col pappagallo.

Dr. Medico Veterinario aviario Conzo Gino:

Vorrei porre la vostra attenzione su un'usanza comune a molti proprietari di uccelli: porre un pezzo di frutta tra le sbarre della gabbia. Se la gabbia è zincata può avvenire che al contatto con la superficie del frutto tagliato (da cui fuoriesce del succo la cui acidità è in grado di "sciogliere" pian piano il rivestimento di zinco delle sbarre) parte dello zinco possa contaminare il frutto stesso od essere leccato dal pappagallo in quanto presente, in forma solubile, sulle sbarrette della gabbia. Classicamente la frutta assume un colorito nerastro (da non confondere col normale annerimento uniforme della frutta tagliata) in corrispondenza dei punti di contatto con le sbarre. La medesima cosa può avvenire nel caso in cui vengano offerti pezzi di frutta direttamente sulle gabbie (alcuni allevatori fanno così) od in scodelle zincate (di lamiera zincata è, in genere, anche il supporto delle mangiatoie girevoli). L'assunzione di zinco porta, in tempi più o meno lunghi, a progressiva intossicazione del pappagallo che presenterà in genere sintomi nervosi di varia gravità. Le possibilità di guarigione dipendono molto dalla precocità dell'intervento veterinario. Come in tante altre patologie, quindi, è fondamentale prevenire; oltretutto non è una cosa difficile, basta fornire la frutta in contenitori di plastica, ceramica od alluminio anodizzato.

Oltre allo zinco, presente in quasi tutte le gabbie, nelle reti generalmente usate per le voliere, in molti oggetti metallici come i moschettoni, parti di giochi, chiusure lampo, bulloni, chiavi, ecc, bisogna anche fare molta attenzione a prevenire un'intossicazione da piombo. Il piombo e' presente nelle saldature, nel linoleum, in molti smalti con base oleosa, nelle reti galvanizzate e zincate, nelle pile, nelle saldature delle vetrate, anche di quelle piccole che si appendono, nei rivestimenti che coprono i tappi di certe bottiglie di vino, nei pesi da pesca e in quelli per le tende, ecc. Per quanto l'intossicazione da piombo sia meno comune di quella da zinco, e' un metallo molto tossico che puo' facilmente essere mortale.

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IL KILLER SILENZIOSO

Non fa rumore e non ha alcun odore. E’ il politetrafluoretilene, una sostanza mortale per i vostri pappagalli.

Lunghezza e capacità polmonare rendono gli uccelli molto sensibili alle tossine presenti nel nostro ambiente. Per questa ragione nel passato i minatori portavano dentro le miniere di carbone un canarino. Se l’animale si ammalava o moriva era segno che anche per i minatori restare dentro la miniera sarebbe stato pericoloso. Il politetrafluoretilene è conosciuto meglio con il marchio Teflon e molti proprietari di uccelli sanno che nelle loro vicinanze non è consigliabile usare stoviglie rivestite di questo materiale antiaderente. Esistono, comunque, altre marche che producono pentole rivestite di politetrafluoretilene per non far attaccare i cibi durante la cottura. Silverstone, Fluron, Supra, Excalibur, Greblon, Xylon, Duracote, Resistal, Autograph e Tefal sono solo alcune.

Qualche tempo fa lo Zoo di San Antonio in Texas ha perso 21 uccelli. La morte avvenne quando gli animali, dimorati in una voliera esterna, si riunirono intorno alla luce che lo zoo aveva installato per mitigare la temperatura e mantenerli al caldo. Le lampade erano rivestite con il politetrafluoretilene. Per evitare che scoppino, la Philips riveste di Teflon le sue lampade a raggi infrarossi per il riscaldamento che si trovano comunemente in commercio. Attualmente, secondo le norme della Food and Drug Administration, per evitare che le lampadine destinate ad un uso in prossimità di alimenti scoppino, devono essere prodotte con un rivestimento protettivo in Teflon.

Se avete in programma di usare una fonte di luce per tenere calda una covata o un uccello malato leggete attentamente le indicazioni riportate sulla confezione per verificare che la lampada non sia rivestita di Teflon. Se non disponete della confezione o se sulla scatola non è indicato che la lampada è costruita con un rivestimento speciale controllate la lampada stessa. Le lampade rivestite di Teflon hanno una superficie opaca. Ricordate che le case produttrici possono segnalare questo materiale con nomi diversi, per cui non è detto che se non viene riportata la scritta Teflon la lampadina possa essere usata in sicurezza vicino ai vostri pappagalli.

Il politetrafluoretilene è stato scoperto nel 1941. Fondamentalmente si tratta di plastica. Teflon è il marchio registrato della resina di tetrafluoretilene, resistente ad altissime temperature e ad alcuni agenti chimici corrosivi. All’inizio veniva usato per isolare fili elettrici, cavi, guarnizioni e impiegato per altre applicazioni dell’industria chimica, successivamente divenne famoso come rivestimento antiaderente per le pentole. Nel 1951 fu denunciato il primo caso di intossicazione da tetrafluoretilene. I sintomi provocati dall’avvelenamento sono simili a quelli di un’influenza. Le esalazioni del tetrafluoretilene permangono a lungo nell’ambiente e, nonostante si allontani l’oggetto che emana i fumi velenosi, tappeti e tendaggi ne possono rimanere impregnati per un discreto periodo di tempo.

Quando gli uccelli sono esposti a queste esalazioni muoiono dopo atroci sofferenze. Questa sostanza può non uccidere tutti gli uccelli allo stesso tempo. Le esalazioni, infatti, viaggiano con le correnti d’aria che possono sfiorare leggermente un uccello ma colpirne in pieno un altro. Le esalazioni si muovono nell’aria come il fumo di sigaretta. Gli uccelli devono essere completamente allontanati dal luogo da cui emanano le esalazioni perché i fumi velenosi si propagano facilmente in varie parti della casa. La tollerabilità alle esalazioni di Teflon è più bassa negli uccelli più piccoli, ma anche una piccolissima esalazione è in grado di uccidere un uccello di grandi dimensioni. Non appena circolò la notizia che il Teflon era in grado di uccidere gli uccelli si pensò che le esalazioni mortali venivano rilasciate nell’aria solo ad altissime temperature. Attualmente esistono studi che indicano che persino una temperatura di soli 285° può causare la morte ad un uccello.

Il Teflon inizia ad emettere le esalazioni dal momento stesso in cui si riscalda. Pur non raggiungendo alte temperature il Teflon, usato anche per un breve lasso di tempo, è in grado di uccidere un uccello. Gli uccelli di piccole dimensioni che inalano, anche per pochi secondi, i fumi del Teflon muoiono dopo un’agonia di 24 ore. Molte persone ancora credono che il Teflon sia pericoloso solo quando le pentole diventano incandescenti. Il pericolo, invece, viene anche da altri oggetti diversi dalle pentole e che non hanno bisogno di essere portati ad alte temperature per arrecare danni al vostro pappagallo. Ho redatto una lista di prodotti che contengono politetrafluoretilene ma che non necessariamente ne sono rivestiti. Questo elenco non è completo ed esistono altri oggetti o articoli che possono contenerlo. Controllate sempre tutti i prodotti che acquistate e che sono destinati ad un uso in prossimità dei vostri pappagalli. Se avete qualche dubbio contattate la casa produttrice e chiedete con quali materiali è stato costruito l’articolo.

ALCUNI PRODOTTI REALIZZATI CON IL politetrafluoretilene

Lampade per il riscaldamento

Stufe portatili

Piastre dei ferri da stiro

Rivestimenti per tavole da stiro

Bruciatori dei fornelli

Leccarde raccogli gocce

Bollitori

Piastra di cottura

Alcuni utensili per cucinare

Woks (pentole cinesi per saltare verdure e carni)

Piastre elettriche/non-elettriche per cialde

Piastre elettriche per la carne

Friggitrici

Macchine per fare il popcorn

Caffettiere

Macchine per fare il pane in casa

Matterello non aderente

Stampi per ghiaccioli

Cavatappi

Acciaio non aderente

Pentole per fare il brodo

Casseruole per arrosti

Stampi antiaderenti per il pan pepato

Teglie per pizza

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AVVELENAMENTI

Numerose sostanze possono essere fonte di intossicazione per i nostri pappagalli.

Alcune sostanze portano rapidamente alla morte.

Qui di seguito riporteremo le sostanze più comuni di avvelenamento.

Alcuni sintomi di avvelenamento sono : vomito, convulsioni, anoressia, debolezza,

spasmi muscolari, depressione, autodeplumazione, cianosi...

In ognuno di questi casi è urgente portare immediatamente l'uccello da un veterinario aviario.

AVVELENAMENTO DA ZINCO

L'avvelenamento da zinco può essere provocato da una rete zincata, giocattoli, scodelle. Bisogna tenere conto che anche della frutta o altri cibi (acidi) poste in scodelle zincate o tra le maglie della rete possono assorbire e rendere lo zinco assimilabile per gli uccelli.

AVVELENAMENTO DA PIOMBO

L'avvelenamento da piombo può essere assimilato attraverso giochi, vernice, semi trattati (agricoltura), lubrificanti, batterie, lampadine.

AVVELENAMENTO DA SOSTANZE INALATE

In questo caso le sostanze possono essere molteplici come gas tossici e vari fumi (sigarette, teflon, ...).

AVVELENAMENTO DA PIANTE TOSSICHE

Sono numerose le piante velenose e potenzialmente tossiche per gli uccelli. Gli effetti dipendono molto dalla specie di pappagallo, di vegetale e dal quantitativo ingerito.

ATTENZIONE:

Le intossicazioni sono frequenti abbastanza nei pappagalli, sia da compagnia che nei soggetti in allevamento.

Altre fonti per cui possono originarsi vari casi di intossicazione :

- tossine che si sviluppano in alimenti vecchi e mal conservati

- alimenti tossici (es. avocado, ..)

- piante tossiche (come nel tuo caso)

- tossine ambientali (zinco , rame , piombo)

- veleni utilizzati dall'uomo per eliminare piante o animali ritenuti pericolosi

- farmaci usati impropriamente

- gas casalinghi (es. fumo, padelle antiaderenti tipo teflon, ...)

I sintomi sono vomito, depressione, stomatiti

La terapia mira ad allontanare la tossina dell'organismo , qualunque sia la sostanza tossica occorre istituire una terapia

detossicante generica , ponendo il pappagallino in una gabbia infermiera (30-32 °C) e somministrando fluidi per via endovenosa

o sottocutanea (solo dal veterinario). Se la sostanza è ancora nell'ingluvie, è bene fare ripetuti lavaggi del gozzo con una soluzione fisiologica tiepida o somministrando sostanze assorbenti e provocano un'alterazione del sistema nervoso autonomo. Si hanno vomito, diarrea, crisi epilettiformi e morte. La terapia tende a eliminare il tabacco dall'intestino attraverso sostanze assorbenti ed anche trattare i sintomi specifici.

I Gas di casa sono altamente tossici in quanto gli uccelli sono molto sensibili. Pertanto la cucina ed i locali in cui siano in funzione bruciatori a gas sono i meno indicati per tenere i pappagalli.

Quando ci si rende conto di questo problema spesso è troppo tardi per aiutare i nostri amici alati, ma tuttavia se si arriva in tempo, la terapia è sintomatica: aria fresca, e una volta arrivati dal veterinario aviario , ossigenoterapia.

Il Teflon come già ampiamente discusso sono le famose pentole antiaderenti (ma non solo) che quando si surriscaldano (sopra i 260 °C)liberano politetrafluoroetilene.

Questa è una sostanza altamente tossica per gli uccelli. Una ragione in più per non tenere i pappagalli in cucina.

Ringrazio tantissimo Mara che ha fatto queste citazioni fondamentali, GRAZIE!! *clap*

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Cosa ne pensate del virus dell'aviaria?oggi e' il 1 giorno che metto fuori gli ucellini,hanno 13settimane,posso metterli fuori insieme ai genitori e posso mettere fuori pure i miei aga?che ne pensate?puo' succedere qualcosa con questo virus dell'aviaria?

grazie.

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In questo modo rischi che patiscano gli sbalzi di temperatura. O si decide di tenerli dentro o si decide di tenerli fuori.

Gli spostamenti di gabbia, come già ripetuto più volte, non sono pericolosi dal passaggio dal freddo al caldo ma dal caldo al freddo...quindi lo spostamento è possibile solo se la temperatura dentro casa e quella esterna siano pressocchè uguali.

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Ciao,

Sai io in genere li tengo dentro, ma ogni tanto quando ci sono le belle giornate li metto un po' per far prendere loro un po' di sole. Poi li rimetto dentro per evitare che prendano troppo caldo e li rimetto al fresco...

Oppure in estate nel pomeriggio metto fuori la gabbia e poi di nuovo dentro di sera. Non credo tra la parte coperta e quella scoperta ci sia uno sbalzo di temperatura eccessivo. Comunque farò più attenzione

Lucia

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vorrei aggiungere alcuni info sull' influenza aviaria (se posso):

Si propaga in Nigeria il virus dell’influenza avaria

La FAO teme una catastrofe a livello regionale – Necessaria una campagna di vaccinazioni mirata

Roma, 22 febbraio 2006 --Il virus mortale dell’influenza aviaria H5N1 continua a diffondersi tra il pollame in Nigeria e potrebbe provocare una catastrofe a livello regionale, nonostante il forte impegno delle autorità nigeriane di contrastarlo, ha reso noto oggi la FAO.

“Ci sono ormai tutti gli elementi per giudicare la situazione dell’influenza aviaria in Nigeria difficile e preoccupante”, ha detto Joseph Domenech, Veterinario Capo della FAO.

“Gli spostamenti ed il commercio di pollame hanno molto contribuito alla diffusione del virus. Il governo ha preso tutte le misure necessarie, come l’abbattimento dei volatili nelle zone infette ed i controlli di biosicurezza, ma le autorità stanno incontrando enormi difficoltà nell’applicarle”, ha continuato Domenech.

“In considerazione di un possibile radicarsi della malattia nel pollame in modo diffuso, la FAO raccomanda al governo di predisporsi per una campagna di vaccinazioni mirata, l’abbattimento e l’applicazione delle misure di biosicurezza potrebbero non bastare a fermare la diffusione del virus”, ha aggiunto Domenech.

La campagna di vaccinazioni richiederà la mobilitazione di migliaia di veterinari nigeriani, privati e pubblici, come pure un enorme impegno da parte delle autorità nazionali e locali ed il sostegno della comunità internazionale dei donatori.

Questo tipo di campagne richiedono risorse finanziarie per i vaccini, per gli autoveicoli, per il team che provvederà alle vaccinazioni, per la formazione del personale etc. Gli esperti dovrebbero essere messi nelle condizioni di monitorare attentamente la situazione ed intervenire immediatamente nel caso di un nuovo focolaio.

“In questo momento è decisivo che vi sia uno stretto coordinamento delle attività di controllo. È necessario che le operazioni siano guidate da una task force centralizzata, a livello di Ufficio Federale del Veterinario Capo, a cui gli stati regionali facciano riferimento”, ha detto Domenech.

La FAO e l’OIE, in collaborazione con l’Inter-African Bureau for Animal Resources dell’Unione Africana, stanno assistendo il governo nel valutare la situazione e definire le strategie più appropriate per bloccare il diffondersi della malattia, come l’approvvigionamento di scorte di vaccino, siringhe ed equipaggiamento protettivo per il personale addetto alle operazioni di controllo. Occorrono con urgenza generatori elettrici, computer ed apparecchiature di laboratorio. Il paese ha già istituito un’unità di crisi per la raccolta e diffusione rapida delle informazioni.

Indennizzi ed informazione

“L’indennizzo per la perdita del pollame è un altro strumento importante per incoraggiare i contadini poveri a segnalare nuovi casi con tempestività ed applicare le misure di controllo. Senza incentivi finanziari la gente potrebbe continuare a nascondere possibili focolai ed a vendere il pollame infetto", dice Domenech.

La FAO ribadisce che si deve evitare ogni contatto con i volatili che appaiono chiaramente malati e con quelli morti, che occorre mantenere l’igiene personale, per esempio lavarsi le mani ogni volta che si ha a che fare con pollame o con carne di pollo, e che pollame e uova vanno cotti ad oltre 70 gradi centigradi in tutta la loro interezza, così che nessuna parte rimanga cruda o di color rosa. Nelle zone dei focolai, va sospeso il consumo di polli ed uova.

Sono necessarie ampie campagne per informare la popolazione e ridurre una loro potenziale esposizione al pollame infetto. La FAO ha encomiato l’UNICEF per aver dato inizio a questo tipo di campagne informative.

La FAO ha stanziato circa un milione di dollari per le attività di sorveglianza e di controllo in Nigeria, Niger, Algeria, Mauritania, Egitto, Tunisia, Ciad, Benin, Togo, Ghana, Costa d’Avorio, Guinea, Guinea Bissau, Senegal, Burkina Faso, Liberia, Sierra Leone, Gambia, Mali e Camerun. Questi fondi consentiranno di reclutare consulenti locali, provvedere alla fornitura di tutto l’equipaggiamento necessario e formare il personale. Sono state già acquistate attrezzature protettive per la Nigeria ed il Niger.

In Nigeria il pollame domestico é stimato intorno a 140 milioni di unità. I piccoli allevamenti a livello familiare rappresentano il 60 per cento della produzione, gli allevamenti commerciali il 25 per cento ed i semi-commerciali il 15 per cento.

Una dose di vaccino per polli costa tra i 5 ed i 20 centesimi di dollaro.

Tratto da: clicca qui

da: Gerald_Durrell

altre info sull' influenza aviaria:

Che cos’è

L’influenza aviaria è un’infezione dei volatili causata da virus influenzali del tipo A. Può interessare sia gli uccelli uccelli selvatici sia quelli domestici (per esempio polli, tacchini, anatre), causando molto spesso una malattia grave e perfino la morte dell’animale colpito. I virus influenzali appartenenti al tipo A possono infettare anche altri animali (maiali, cavalli, delfini e balene) nonché l’uomo, creando così la basi per fenomeni di ricombinazione in caso di infezione contemporanea (co-infezione) da parte di diversi ceppi.

La maggior parte dei virus influenzali aviari non provoca sintomi o provoca sintomi attenuati negli uccelli selvatici, in particolare uccelli acquatici migratori, che costituiscono pertanto il serbatoio naturale dell’infezione. L’infezione viene mantenuta da alcuni uccelli acquatici che fungono da serbatoi del virus, ospitandolo nell’intestino anche senza mostrare una sintomatologia evidente ed eliminandolo con le feci.

Gli uccelli infetti, anche se non visibilmente malati, eliminano il virus con la saliva, con le secrezioni respiratorie e con le feci; il contatto di uccelli suscettibili con questi materiali, o con acqua contaminata da questi, determina la trasmissione dell’infezione; la trasmissione fecale-orale è la modalità di trasmissione più comune.

Il virus può sopravvivere nei tessuti e nelle feci di animali infetti per lunghi periodi, soprattutto a basse temperature (oltre 4 giorni a 22° e più di 30 giorni a 0°) e può restare vitale indefinitamente in materiale congelato. Al contrario, è sensibile all’azione del calore (almeno 70°) e viene completamente distrutto durante le procedure di cottura degli alimenti.

Dove si sviluppa

Il virus dell’influenza aviaria si è sviluppato inizialmente nei Paesi del Sud-Est asiatico, a metà del 2003. Ma con il passare del tempo, a partire dalla fine di luglio 2005, i rapporti ufficiali dell’Oie (l’Organizzazione mondiale per la sanità animale) indicano che il virus H5N1 ha esteso la sua diffusione geografica. Sia la Russia che il Kazakhistan hanno segnalato casi di influenza aviaria nel pollame e mortalità negli uccelli migratori infettati dal virus. Focolai epidemici (in animali) sono stati attribuiti al contatto tra volatili e uccelli selvatici attraverso la condivisione di fonti idriche. Si è trattato dei primi focolai epidemici di virus influenzale aviario H5N1 ad alta patogenicità in questi due Paesi, entrambi considerati in precedenza liberi dal virus. A gennaio 2006 il virus continua a essere segnalato in molte parti del Vietnam e dell’Indonesia, in Thailandia, alcune parti di Cambogia, Cina e anche nel Laos.

Per quanto riguarda l’Europa, casi di animali infetti sono stati individuati in Romania, Croazia, Ucraina e Turchia.

Pericoli per l’uomo

L’uomo può infettarsi con il virus dell’influenza aviaria solo in seguito a contatti diretti con animali infetti (malati o morti per influenza aviaria) e/o con le loro deiezioni. Non c'è infatti ancora alcuna evidenza di trasmissione attraverso il consumo di carni avicole o uova dopo la cottura e non ci sono ancora prove di un’efficiente trasmissione del virus da persona a persona.

Dal 1997 al gennaio 2006 si sono verificati alcuni episodi documentati di influenza da virus aviario nell’uomo; in tutti i casi si è trattato di trasmissione da volatili domestici.

Ma come si manifesta il virus nell’uomo? I primi sintomi compaiono dopo un periodo di incubazione variabile (da 1 a 7 giorni): di solito sono gli stessi dell’influenza tradizionale, vale a dire febbre, tosse, mal di gola e dolori muscolari.

Ma possono arrivare anche a infezioni oculari, polmonite e sindrome da distress respiratorio acuto. Nei casi finora documentati di infezione aviaria da ceppi H5N1, la mortalità nell’uomo varia dal 30 al 70-80%.

Nell’epidemia di infezioni da virus aviario H7N7 osservata nei Paesi Bassi nella primavera 2003, le manifestazioni sono state, per lo più, a livello congiuntivale, con alcuni casi di manifestazioni di tipo influenzale ed un decesso per sindrome da distress respiratorio.

La trasmissione da persona a persona di ceppi di influenza aviaria è stata osservata soltanto in occasioni limitate, in quanto i virus aviari non sono adattati all’uomo: un caso di trasmissione da persona a persona è stato osservato ad Hong Kong nel 1997 (virus H5N1); nei Paesi Bassi si è osservata trasmissione interumana limitatamente alle forme oculari (Virus H7N7); recenti studi, effettuati sia in Thailandia che in Vietnam, i due Paesi in cui si sono manifestati focolai di influenza aviaria nel 2004, hanno messo l’accento sulla probabilità che alcuni casi si siano generati attraverso contatti stretti e prolungati fra persone dello stesso nucleo familiare. L’ipotesi è scaturita dall’analisi di alcuni fattori: per esempio, la comparsa di più casi nella stessa famiglia, un periodo di incubazione compatibile con trasmissione interumana, la mancanza di contatto con animali malati per alcuni soggetti.

Prevenzione

Provvedimenti

Con l’obiettivo di impedire che la malattia si introduca nel territorio dell’Unione europea, la Commissione europea e il Ministero della Salute hanno adottato alcune misure:

il divieto di importazione dalla Thailandia di carne di pollame e prodotti derivati (la Thailandia era l’unico Paese, tra quelli interessati dall’epidemia, autorizzato ad esportare carne di pollame verso la Comunità europea)

il divieto di importazione di uccelli ornamentali e da voliera da tutti i Paesi interessati dall’epidemia. Da ricordare come nessuno dei Paesi asiatici interessato dall’epidemia sia stato mai autorizzato ad esportare pollame vivo di interesse zootecnico nell’Unione europea

divieto assoluto di esportazione di pollame e derivati per gli altri Paesi in cui è stato individuato il virus dell’influenza aviaria H5N1

l’obbligo che sulle carcasse di volatili da cortile venga apposta una specifica etichetta che indichi l’allevamento di provenienza degli animali. Se la macellazione è stata fatta in Italia, sull’etichetta si leggerà la sigla IT oppure ITALIA più il numero di registrazione dell’allevamento stesso; se è invece avvenuta in un Paese comunitario o terzo, l’etichetta riporterà in chiaro il nome di quel Paese.

Per quanto riguarda le carni di volatili sezionate (per esempio, i petti di pollo), oltre alla sigla IT o ITALIA se italiane, o al nome del Paese di origine se straniere, dovrà essere indicata anche la data o il lotto di sezionamento. Quanto infine alle preparazioni e ai prodotti a base di carne, sull’etichettà si dovrà leggere l’origine della materia prima.

I farmaci

Il modo più efficace per contrastare il virus H5N1 nell’uomo sarebbe il vaccino, ma al momento è ancora allo studio: gli scienziati sono al lavoro per isolare il virus mutato che provocherà il contagio tra persona e persona. Se la pandemia di influenza aviaria dovesse scoppiare, il vaccino sarebbe pronto entro tre o quattro mesi. Sono disponibili invece da subito i farmaci antivirali, che abbreviano di un paio di giorni la sintomatologia e riducono l’ulteriore moltiplicazione del virus nelle cellule. Ma in questo contesto assume importanza ancora maggiore la normale vaccinazione antinfluenzale: i vaccini disponibili per la stagione 2005/2006 sono in grado di ridurre la possibilità di co-circolazione nello stesso individuo. Per questo è fortemente consigliata la vaccinazione non solo nelle categorie tradizionalmente a rischio, ma anche nella popolazione generale.

Le regole pratiche

Se si resta in Italia, la rete di vigilanza per il controllo dell’infezione da virus H5N1 (composta dai servizi di sanità pubblica veterinaria, gli istituti di zooprofilassi, i Posti di ispezione frontaliera (Pif) e gli Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera (Usmaf), garantisce la completa sicurezza.

Per coloro che viaggiano nei Paesi dell’Unione europea, non ci sono particolari raccomandazioni, se non quelle legate al buon senso: prestare particolare attenzione alle normali regole di igiene, lavando sempre con cura le mani e cuocendo sempre bene carne o uova.

Chi decidesse di recarsi nelle zone in cui l’infezione è presente, oltre a rispettare con maggiore scrupolo le norme d’igiene, dovrà evitare contatti con animali vivi e con le loro carcasse, tenersi lontano da mercati e fiere dove vi siano commercio o anche semplice esposizione di animali.

Tratto da: clicca qui

da: Gerald_Durrell

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topic molto interessante, importante e istruttivo!

grazie tante Pontir! hai accresciuto di più la mia conoscenza sui pappagalli! :bigemo_harabe_net-104:

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Grazie per gli articoli, molto interessanti e soprattutto utili!

La discussione merita di essere messa in rilievo.

Chiunque abbia articoli o informazioni relativi ad altri pericoli per i pappagalli può inserirli n questa discussione. ;)

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:bigemo_harabe_net-102: Il desiderio di scrivere questa mail è nato dal profondo dolore seguìto alla "separazione" improvvisa dai nostri inseparabili. 2 giorna fa, 2 pappagallini con i quali abbiamo convissuto per 5 anni, sono morti dopo aver mangiato 2 arachidi. Premesso che in passato li avevano già mangiati e che sono persino nei semini che acquistiamo per loro. L'intento di questa lettera è quello di evitare che altri inseparabili muoiano per una ragione così stupida.
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