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Squali


SyA
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Gli squali possono essere vivipari, ovovivipari o ovipari: gli esemplari appartenenti alla categoria degli ovipari e ovovivipari sono legati alle zone di bassa profondità per la deposizione delle uova, mentre le specie vivipare non sono per questo collegate alla bassa profondità. Importante per questo raggruppamento sono delle strutture che hanno contribuito alla specializzazione che potremmo definire "perfetta" al massimo grado di evoluzione se è vero come è vero che gli squali sono presenti nei nostri mari da periodi molto lontani nel tempo (risalgono a quelli dei dinosauri): una idrodinamicità stupefacente, una dentatura che lascia ben poco scampo alle prede, una velocità che raggiunge anche i 70 km/h, le fessure branchiali possono essere 5 o 6 o 7. La pelle prende il nome di zigrino ed ha una caratteristica particolare: è una superficie formata da tante scaglie che hanno un dentello corneo uncinato e diretto verso la parte posteriore (questa conformazione spiega perché lo sfregamento nche casuale con la pelle di uno squalo può provocare estese abrasioni). La coda degli squali è eterocerca epicerca (con la parte superiore della coda più sviluppata di quella inferiore), hanno nelle palpebre che coprono completamente l'occhio quando lo squalo è in fase di attacco sulla preda; e questo movimento serve per prevenire qualsiasi tipo di ferita all'occhio. Lo squalo ha sviluppato inoltre uno sviluppatissimo apparato recettivo: i suoi sensi si sono sviluppati in direzioni diverse e sono riusciti a specializzarsi talmente da farne un animale che non è mai cieco anche se la sua vista non può servirgli realmente che a distanza piuttosto ravvicinata. Il loro udito è sviluppatissimo che gli permette di percepire i suoni in bassa frequenza anche da distanze elevate; in più possiedono capacità di percezione "elettrica" grazie alle cosiddette "Ampolle di Lorenzini", strutture che recepiscono campi magnetici di qualsiasi origine.

Il sesso è facilmente individuabile da un'osservazione della parte ventrale dell'animale, ove i maschi presentano due appendici cilindriche che si dipartono dalla base delle pinne pelviche, gli pterigopodi, ossia gli organi copulatori, più sviluppati negli esemplari maturi.

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Lo squalo bianco:E' un grosso squalo dal corpo fusiforme piuttosto rigonfio nella parte centrale, con muso conico, breve e terminante a punte, con una coda eterocerca epicerca (con la parte dorsale più sviluppata in lunghezza rispetto a quella ventrale). La pelle prende il nome di zigrino ed è formata da una serie di scaglie che hanno una struttura molto particolare: come in tutti gli squali ci sono delle scaglie "a uncino" con la punta rivolta verso la parte posteriore del corpo; in particolare lo squalo bianco ha tre punte per ogni scaglia. Queste però sono molto piccole e, alla vista, la loro pelle sembra liscia. Gli occhi sono piccoli e rotondi, la bocca si apre inferiormente e porta sulla mascella e sulla mandibola una dozzina di denti grossi, triangolari e col bordo.La maturità sessuale è raggiunta a 3,8 metri di lunghezza nei maschi e tra 4,5 e 5 metri nelle femmine. La specie è vivipara aplacentale (senza una vera e propria placenta), con presenza di oofagia (una specie di cannibalismo pre-natale in cui gli embrioni si nutrono delle uova fecondate nell'utero materno), la gestazione dura probabilmente all'incirca un anno.

La zona di riproduzione della specie sembra essere quella del sud del Mediterraneo (Sicilia, Malta e Tunisia) non per dati diretti ma per l'elevato numero di esemplari giovani segnalati e/o catturati. E' comunque accertato che il parto avviene tra primavera ed estate con i piccoli che alla nascita hanno taglia compresa tra 1,2 e 1,5 metri. Gli squali bianchi si nutrono principalmente di delfini, tonni, tartarughe marine, altre specie di squali, pesci spada, mentre in altre parti del mondo una parte importante nella loro dieta è rappresentata dai pinnipedi.

Lo squalo elefante: una specie cosmopolita nel Mediterraneo, con sacche di abbondanza stagionali nel Mar Ligure e nelle coste dell'alto Tirreno (Toscana e Liguria). E' l'unico squalo mangiatore di plancton nelle acque del Mediterraneo: viene individuato tipicamente sia da solo che in piccoli gruppi, incrociando lentamente sulla superficie con la pinna dorsale esposta e la bocca aperta a filtrare il cibo (è stato stimato che riesce a filtrare 2.000 tonnellate d'acqua ogni ora). Sebbene appaia tipicamente lento, questo potente squalo e' capace di brevi esplosioni di velocità e, d'accordo con alcuni autori, persino di effettuare balzi fuori dall'acqua, quantunque ciò potrebbe indurre a confonderlo con lo squalo bianco. Specie pelagica costiera, lo squalo elefante spazia dalla linea di risacca delle spiagge fino lungo le coste rocciose; si trova bene anche al largo, su acque profonde. Cibandosi di plancton ne segue gli spostamenti e appaiono annualmente negli stessi siti costieri favorevoli aggregati in diversi individui per mangiare mentre spesso mostrano anche una pronunciata segregazione sessuale. Il Mar Ligure e' apparentemente uno di questi luoghi di aggregazione (preferito anche dalle balene endemiche del Mediterraneo), così come lo Stretto di Messina, durante i tardi mesi estivi. La cospicua sparizione dalle acque di superficie costiere di questi squali durante i mesi invernali riveste un particolare interesse: alcuni autori hanno suggerito un movimento di massa verso acque profonde e un breve periodo dedicato all'ibernazione o ad un qualche modo di muoversi, energeticamente efficiente, a grandi profondità al di la del margine continentale, tuttavia soltanto le osservazioni a lungo termine con telemetrie satellitari di questi pesci serviranno a risolvere l'enigma.

Gli squali elefante si nutrono esclusivamente di organismi planctonici filtrati, incluso copepodi e altri minuti crostacei. Si presumono ovovivipari, ma mancano dati sulla riproduzione, con soltanto una femmina gravida riportata nella (vecchia) letteratura, e non esaminata in dettaglio; il periodo di gestazione si assume lungo, possibile più di 3 anni e mezzo; i maschi è possibile che maturino da 6 a 7 anni ma il metodo della calibrazione dell'anello vertebrale richiede una conferma.

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Squalo Volpe:Si riconosce a prima vista: la forma particolare e così pronunciata è unica nel suo genere. Il lobo superiore della pinna caudale enormemente allungato e nastriforme quasi simile ad una frusta, dalla lunghezza uguale o leggermente superiore a quella del tronco. Il muso è corto, arrotondato e conico con occhi di moderate dimensioni. Ha un colore grigio-ardesia sul dorso, con una caratteristica e iridescente lucentezza sui fianchi di esemplari appena catturati; il ventre è bianco con una linea di demarcazione forte e variabile tra le due pigmentazioni associata con macchie che tipicamente circondano la pinna pelvica.

Gli adulti raggiungono i 5 metri e mezzo anche se la maggior parte degli esemplari oscilla tra i 2 ai 5 metri, mentre i neonati, alla nascita, misurano da 114 e 150 cm. Comune o frequente in tutto il Mediterraneo, cosmopolita nel Mar Ionio, anche in entrambe le sponde dell'Adriatico, dove si sposta fino agli estremi più a nord. Lo squalo volpe e' una specie epipelagica, sia costiero che d'alto mare su declivi continentali, dove spazia dalla superficie fino ad almeno 370 metri di profondità. Si avvicinano facilmente alla costa seguendo i banchi di pesci e penetrano in baie poco profonde o stretti passaggi fra le isole. Nei mesi estivi, specialmente nelle condizioni tranquille tipiche del nord Adriatico lungo Venezia e Rimini, questi squali possono essere osservati spesso mentre nuotano in superficie fendendo l'acqua con la loro lunga pinna caudale, capaci di scatti ad alta velocità. Alcuni studi effettuati recentemente hanno dimostrato che la coda viene utilizzata come un attrezzo specializzato per alimentarsi, mediante la quale lo squalo prima riunisce e poi tramortisce i banchi dei pesci con forti e ripetuti colpi. Essenzialmente pescivoro, si alimenta di clupeidi come le sardine, sgombroidi come i maccarelli; anche lepidostei e pesci lanterna; cefalopodi, polpi, di rado crostacei e perfino uccelli marini.

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Salve SyA!

Sono una neo-iscritta e, leggendo il tuo post, mi è venuta una curiosità riguardo allo squalo volpe (dagli occhi grandi): quanti cuccioli è in grado di partorire?

Grazie mille!

xx Dany

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