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L'uomo E L'equitazione


LadyD
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Qualche giorno fa mi è stata detta un frase che mi ha fatto pensare:

"non tutte le persone possono fare equitazione".

Cosa vi suscita questa frase? Cosa ne pensate? Siete d'accordo del tutto, solo parzialmente, oppure per niente? E se siete d'accordo, quali sono allora le quaolità che una persona deve avere per poter montare?

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Che discorso complicato! Non so se riesco a scrivere tutto quello che penso!

Allora, secondo me è vero solo in casi estremi, per esempio di una persona paralizzata che non mi sembra molto semplice da mettere in sella, ma chissà, forse un modo c'è.

Per quanto riguarda i disabili la cosa è possibilissima, anche se ancora non molto praticata e per questo comprendente una piccola parte dei disabili: esiste per questo l'equitazione per disabili da non confondere assolutamente con l'ippoterapia che è una caz...ta perchè gli "istruttori" non hanno nessun rispetto nè per la persona che ha problemi nè per i cavalli, e spesso lo fanno solo per gli incentivi... almeno da quello che ho visto io.

Il discorso cambia completamente per i "normodotati", a quel punto secondo me tutti possono fare equitazione: le paure iniziali con un po' di pazienza si possono superare, la tecnica si impara via via, il rispetto per l'animale si può insegnare, poi sta alla persona decidere se mettere in pratica tutto questo o no.

Quindi per concludere: in teoria tutti potrebbero (non so se escludere i casi estremi sopra citati o no, perchè non sono informata su eventuali tecniche), ma in pratica solo chi ci mette veramente il cuore può fare equitazione, chi si fa solo ippotrasportare o non rispetta l'animale non fa equitazione.

Bene, spero di aver scritto tutto in modo quasi comprensibile!

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Io invece penso che sia vero. Ci vuole un non so che in più, è una cosa innata per fare le vera equitazione.

Poi certo, tutti (a volte purtroppo) possono salire in sella, ma c'è chi ci sembra nato e si vede la differenza.

Naturalmente si può diventare ottimi cavalieri con impegno e dedizione ma c'è quel qualcosa di innato che rende tutto più semplice e naturale, per questo alcuni imparano molto prima di altri.

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Discussione interessante...peccato che sia caduta nel dimenticatoio.Approvo la frase di Lady e quoto quello che dice Ela...non tutti possono fare equitazione,come non tutti possono fare i chimici o i piloti di formula uno.

Ognuno di noi è maggiormente portato per qualcosa...in qualsiasi ambito...per questo è così difficile trovare la propria strada...

Materialmente e fisicamante tutti possono fare equitazione...anche chi è paralizzato su una sedia a rotelle e ne ho visti...però bisogna vedere come la si fa...

per dirne una:tutti noi possiamo scrivere poesie...la Divina Commedia però l'ha scritta solo uno...

bisogna avere tante qualità,che sono innate...possono venire potenziate,posson essere tirate fuori,perchè magari non sapevamo neanche di averle...ma è quasi impossibile acquisirle se non le si ha...

è una sottilissima forma di comunicazione fisica e psicologica...e non è da tutti...

e personalmente,almeno è stato il mio caso,per arrivare ad approcciare l'equitazione con occhi diversi,ho affrontato un percorso interiore che è stato dolorosissimo...

...questa attività mi ha fatto riflettere su un'infinità di cose,mi ha costretto a cambiare radicalmente il modo di vedere ed affrontare la vita.Per me,l'andare a cavallo è una metafora della vita stessa...nel momento in cui ti senti più forte e più sicura cadi,arrivano i problemi,ti senti messa in crisi,devi rivedere tutto e rimetteri in gioco,affrontare con caparbietà ogni imprevisto...

Quando invece ti senti insicura e sei convinta di non farcela...ecco che fai dei passi in avanti,che impari qualcosa,che cresci...

non tutti sono disposti ad affronate queste continue cadute e risalite...non ci riescono nella vita,figuriamoci in uno sport o in un hobby!

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ti quoto sorella! £@@£

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D'altronde le persone non riescono a comprendersi fra loro...vedi i rapporti e i matrimoni...

L'equitazione è una specie di matrimonio...tu scegli un animale,ma anche lui dovrebbe scegliere te,affinchè ci sia quall'affinità speciale...e come in qualsiasi rapporto possono esserci crisi,mancanza di fiducia dell'uno o dell'altro,difficoltà di comunicazione,incapacità di comprendere l'altro...

bisogna essere in sintonia per affrontare la quotidianità,che può essere agonismo,hobby,lavoro...e ogni giorno bisogna rinsaldare il rapporto e non dare nulla di scontato...in più bisogna comprendere un essere che non appartiene alla nostra specie,che parla in'altra lingua e che naturalmente ha paura di noi in quanto predatori...più complicato di così...

bisogna dare e avere rispetto,parlare ma ascoltare allo stesso tempo,condurre ma affidarsi,essere equilibrati nelle circostanze più terribili,dare sicurezza quando non se ne ha neanche una briciola...ma per essere credibili,dobbiamo asserlo interiormente,non possiamo fingere...

e,per arrivare a tutto questo,bisogna affrontare un percorso,perchè mai nella vita di tutti i giorni ci capita una situazione del genere.

...e bisogna avere delle qualità innate...

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My come in un matrimonio tu chiedi un impegno duraturo per la vita! ed io manco a convivere voglio andare..

Prendo molto sul serio il rapporto cavalli/uomo, ma come è nel mio carattere preferisco fisolofeggiare meno, e "viverlo" di più; tutto ciò he provo, sento e so spesso è a livello istintivo si perchè quello che imparo sugli animali è come se lo assimilassi e non parlo di termini tecnici che dimentico 5 minuti dopo averlo sentito, ma parlo del cavallo vissuto da terra! ti dà tanto e a volte non c'è nemmeno bisogno di parlare ma solo ascoltare ciò che ha da raccontarti! e quasi sempre quello che ti racconta non è ne bello ne sereno.. adoro i cavalli, ttto di loro non solo per quello che provo quando sono in sella a loro, ma per quello che sono, che rappresentano.. il loro mondo è così vasto e meraviglioso, potrei stare altri 20 anni con loro e sicuramente provrei ancora questa sensazione quasi impalpabile e per me indescrivile..

eppure c'è gente che proprio non solo non capisce ma non coglie questo lato! non ha ne la sensibilità per fermarsi ad ascoltare ne la possibilità di comunicar con loro.. e proprio loro che montano a cavallo maltrattandoli e psicologicamente o fisicamente, infischiandosene del loro ben'essere, ebbene solo loro che non saranno mai cavalieri, e nn faranno mai l'equitazione.. stanno in sella ed il cavallo li porta a zonzo! null'altro!

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Appunto è questa la differenza!!

Il cavallo va vissuto a pieno...in tutti i suoi aspetti,come compagno,amico,complice,pertner in gara,mambro di famiglia...

l'aspetto della selle è solo una parte,ma non tutto...la punta di un iceberg gigantesco!

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Scusatemi ma parliamo di equitazione. Quindi la sella sarà anche la punta dell'iceberg ma ha il suo bel peso.

Puoi amare e capire il tuo cavallo senza mai metterci il sedere sopra. Questa non è equitazione è amore per il cavallo.

Il cavaliere con la C maiuscola ha l'istinto che sfocia nell'enorme feeling e nell'apprendimento di come si stà in sella in tutte le sue sfumature, perchè il rispetto e la sensibilità si dimostrano anche stando in sella.

Quindi se c'è l'istinto in una persona, questa avrà sicuramente meno difficoltà nel recepire cosa il cavallo trasmette e sempre più il desiderio di migliorarsi e farà meno fatica dell'amante, anche del migliore e più attento.

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Per arrivare a tutti questo,però è indispensabile avere un rapporto completo che non preveda la sola sella.Inoltre dicevo punta di iceberg perchè non c'è solo quella,ci sono gli attacchi,il volteggio...quella non è equitazione?

non c'è comunque una sottilissima forma di comunicazione?richiesta di rispetto?uso di aiuti?la sella è una...specializzazione ecco,ma va integrata nel giusto contesto,basato su tanti aspetti che compogono l'equitare...

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Pensavo di essere stata chiara quando ho scritto, evidentemente no.

Ho detto sella come hai detto tu, era generico, non mi andava di fare l'elenco.

Io parlavo di un istinto che non tutti hanno.

Quell'innata cosina che non si può spiegare. Esiste anche nel canto, nella pittura... Puoi imparare tutte le tecniche , conoscere i pennelli per nome e colloquiare con la tavolozza ma se hai qualcosa dentro, diventi Rembrandt, se no, no.

Anche la Callas è andata a lezione per imparare a gestire il proprio dono. Poi ci sono dei cantanti asiatici che cantano con una tecnica perfetta, ma l'espressione lascia proprio tanto a desiderare, sembrano dei robot. Quindi lo studio, il nozionismo non è proprio tutto anche se a volte paga tanto.

Io dubito di avere detto che se hai la dote sei a posto, ho detto che sei facilitato e ancora di più nel rapporto col cavallo.

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E su questo siamo d'accordo,non c'è dubbio.(vedi esempio Divina Commedia).

Aggiungerei anche,tornando alla frase iniziale:"non tutti possono fare la stessa equitazione...con tutti i cavalli"

Mi spiego:siamo parecchi a sostenere che l'uomo debba avere delle doti innate per realmente preaticare questo sport...Ora vi chiedo:queste doti sono in grado di farci interagire allo stesso modo con qualsiasi cavallo,oppure possono cozzare contro certi caratteri naturalmente più introversi,dominanti o inacattiviti da un passato orribile.

Per esempio,vi è mai capitato di vedere una persona che con un cavallo sembra un campione,sembra aver fatto questo sport da sempre e con un altro sembra il principiante salito in sella la prima volta?

Se si,a cosa è dovuto secondo voi?Le qualità dell'uomo possono riuscire sempre a creare un punto di incontro oppure non bastano,ma deve esserci un qualcosa dentro anche nel cavallo che stiamo montando?

O ci saranno cavalli con cui,nonostante il talento,non andremo mai oltre la "pacifica convivenza",senza arrivare ad una comunicazione raffinatissima?

Che ruolo ha quindi il cavallo?

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Andiamo fuori tema.

La tua domanda è sicuramente ottima e si potrebbe aprire un topic su questo argomento e sicuramente possono scorrere fiumi di parole in proposito.

L'argomento attuale è se secondo noi, tutti possono praticare l'equitazione.

Io ho risposto a chiare lettere.

A me piacerebbe sapere se secondo voi (generalizzo) in poche chiare parole, perchè non si disperdano, se si o no, ed eventualmente come.

Lasciamo perdere citazioni erudite ma parliamo in termini che anche i nostri nuovi utenti possano capire ed apprezzare.

In pratica ribadisco:

L'equitazione fa per tutti?

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L'equitazione fa per tutti?

No.

L'equitazione NON è per chi ha fretta.

L'equitazione NON è per chi vuole sopperire alla tecnica con la forza.

L'equitazione NON è per chi non vuole cadere e poi rialzarsi.

L'equitazione NON è per chi non vuole insistere.

L'equitazione NON è per chi non vuole studiare.

L'equitazione NON è per chi non vuole impegnarsi.

L'equitazione NON è per chi non ha costanza.

L'equitazione NON è per chi non ha passione.

L'equitazione NON è per chi non vuole sporcarsi le mani.

L'equitazione NON è per chi non vuole chiedere.

L'equitazione NON è per chi non vuole sentire.

Per tutti gli altri è possibile fare una buona equitazione... talvolta anche ottima.

A pochissimi invece è dato il dono dell'equitazione sublime.

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mi sembra che non ci sia più nulla da dire..

LadyD come al solito ha saputo sintetizzare in poche righe, fiumi e cascate di parole.. avessi anche io il tuo dono di sintetizzare..

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mi sembra davvero che abbiate detto tutto.. al momento non mi sovviene null'altro..

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NON è per chi non vuole fare sacrifici,rinunciare agli amici,alle feste,ai viaggi.

NON è per chi non è disposto a riflettere su se stesso e a cambiare il modo di rapportarsi.

NON è per chi crede che in poco tempo possa considerarsi arrivato,esperto..."io so tutto".

NON è per chi non sia disposto a sentirsi piccolo come una formica ed infinitamente ignorante.

NON è per chi addossa tutte le colpe al proprio compagno e non è disporso a dire mea culpa.

NON è per chi antepone il risultato al modo con cui lo si è raggiunto.

NON è per chi,alla fine non regala al suo amico il degno riposo,facendo sacrifici per garantirgli una meritata vecchiaia,senza ottenere nulla,ma per il bene del suo compagno,ma lo spedisce......................

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