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Canile Di Rieti: Rinvio A Giudizio Per I Cani Maltrattati


mayacoya
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Vi riporto l'articolo uscito sul IL MESSAGGERO- Rieti del 16 luglio sul Canile di Rieti (uscito anche sull'Ansa)

COLLE ARPEA, processo per i cani maltrattati.

Rinvio a giudizio per il titolare della Tecnovet

Ci saà un processo per la vicenda di Colle Arpea, la struttura di Cantalice convenzionata con diversi comuni, dove numerosi animali sarebbero stati sottoposti a maltrattamenti. E' la conclusione alla quale è giunto il giudice delle indagini preliminari, Stefano Venturini, che ha respinto la richiesta di parziale archiviazione presentata dal pubblico ministero Fabio Picuti nei confronti del'amministratore e di un dipendente della TECNOVET srl, società incarica di gestire la struttura nonchè di un veterinario, indagati per i reati di maltrattamenti, falso ideologico, abuso edilizio e discarica abusiva, unica imputazione, quest'ultima, per la quale la procura aveva chiesto il rinvio a giudizio nei confronti del solo gestore del canile. Il gip, accogliendo l'opposizione presentatata dalla LAV, LEGA ANTI VIVISEZIONE, ha invece ribaltato le conclusioni dell'accusa, obbligando il pubblico ministero a formulare l'imputazione coatta per il solo reato di MALTRATTAMENTI nei confronti di tutti gli indagati, veterinario compreso. All'origine dell'inchiesta c'è un rapporto del NIPAF della Forestale che aveva rinvenuto diverse carcasse di animali interrate in un'area limitrofa, e denunciato che le condizioni in cui venivano tenuti gli altri cani, cosretti a vivere in piccole GABBIE tra la SPORCIZIA, era tali da essere ritenute inaccettabili. Conclusioni ribaltate completamente dalla consulenza disposta dal pm Picuti e dalle testimonianze rese dal direttore sanitario delle struttura e dal servizio veterinario dell'Asl. Per perito e medici gli animali vivevano in condizioni normali e anche per i cani soppressi non si erano verificate violazioni alla normativa sanitaria che consente l'abbattimento di esemplari affetti da malattie gravi o con sintomi di aggressività.

Anche per l'interramento delle carcasse il consulente aveva evidenziato come già la gestione precedente alla Tecnovet fosse stata autorizzata dal Comune a procedere a questa operazione. La procura aveva invece escluso, sulla base di una consulenza amministrativo - contabile, l'ipotesi di falso in atto pubblico, basata sulla rpesenta alterazione del numero di animali ricoverati e sul loro stato di salute, il tutto teso a ottenere maggiori contributi dai comuni convenzionati.

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che gente sempre piu schifosa!!!!

e pensare che veterinari, gente che gestisce canili e rifugi dovrebbe essere quella che piu ama gli animali....

...va bè speriamo che questo sia uno di quei rari casi in cui si potrà dire giustizia è fatta!!!!

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