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Insegnamento Tramite Rinforzo Positivo


Gabi
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TAG è l'acronimo di Teaching with Acoustic Guidance

(insegnamento con guida acustica)

Grazie a questa tecnica, l'apprendimento avviene grazie a un suono, facilmente ripetibile, breve ma udibile dal soggetto (uomo o animale), che mira ad una risposta unica, azione o posizione, che significa: «Si, questo è corretto». Questo suono diventa un messaggio acustico binario, un'immagine istantanea, che non richiede nessuna valutazione complessa né ulteriori interpretazioni emotive ma che viene invece immediatamente elaborata dal cervello, quando il corpo cerca di eseguire dei movimenti complicati. L'assenza del suono indica che bisogna provare di nuovo, cercando il percorso ottimale dell'esecuzione richiesta. Un TAG significa «si», l'assenza di TAG significa «no».

Il linguaggio verbale, utile nell'espressione creativa, presenta diversi livelli di interpretazione ed è quindi troppo lento per costituire un marcatore neurologico o un segnale. Il suono del TAG è un'affermazione che non necessita una risposta “sociale”. Il linguaggio genera confusioni: le parole sono una combinazione di toni, inflessioni e gestualità corporali, talvolta contraddittorie tra loro, che possono indurre dei malintesi che nuocciono all'apprendimento. Il TAG è chiaro, conciso, preciso e coerente. Recenti studi hanno inoltre dimostrato, particolarmente presso gli umani in età adulta, che la retroazione ed il raggiungimento di un risultato sono degli auto-rinforzatori.

Il TAG***** è un sistema che “lavora all'interno”, dove l'informazione viene frammentata in successivi elementi eseguibili che consentono, sia all'insegnante che all'allievo, di concentrarsi su una cosa alla volta. L'informazione è semplice, l'obbiettivo realizzabile, l'ambiente produttivo, l'acquisizione rapida e la conservazione delle competenze aumenta ad un ritmo esponenziale. L'apprendimento con ilTAG***** avviene tramite il rinforzo positivo, che favorisce una migliore comunicazione e un rispetto mutuevole, basato sulla fiducia e non sulla dominanza. Non dovendo né decifrare delle istruzioni verbali né subire delle correzioni o delle punizioni, l'allievo ha il tempo di interpretare le proprie percezioni intrinseche, imparando a auto-valutarsi,assumendo la responsabilità dell'informazione ricevuta. L'istantaneità e la chiarezza della retroazione permettono, a colui che impara, di crearsi un'immagine mentale del movimento o della posizione desiderata. Realizzando piccoli successi, si riducono inoltre le frustrazioni e aumentano la fiducia in sé stessi, la soddisfazione e il desiderio di migliorare ulteriormente, sia nell'allievo che nell'insegnante. Il segreto del TAG**** sta nel rinforzare la risposta corretta (azione, posizione o comportamento) senza dover parlare. Questo rappresenta un notevole vantaggio quando l'allievo presenta un deficit del linguaggio. Il TAG**** è un supporto funzionale e inestimabile, per esempio, con i bambini autistici. Il processo di acquisizione,memorizzazione e applicazione dell'insegnamento ricevuto tramite il TAG****, segue infatti un iter molto più rapido e duraturo che con i metodi tradizionali, migliorando anche la memoria muscolare.

Il TAG**** crea un ambiente di apprendimento interattivo dove gli allievi, di ogni età e nelle diverse discipline, essendo più motivati, lavorano intensamente per raggiungere gli obbiettivi prefissati. Imparano a frammentare, sviluppando le competenze tecniche, ottenendo dei risulatati notevoli e in breve tempo.

Questo sistema rivoluzionario affonda le sue origini in una tecnica, ben codificata, di apprendimento degli animali : il clicker training. Un addestramento senza punizioni utilizzato nei delfinari come nelle gare di agility per cani e gatti. Solo recentemente l'impiego con gli umani ha trovato un'applicazione pratica. Negli Stati Uniti viene utilizzato, sia per imparare che per migliorare la propria tecnica, presso sportivi, portatori di handicap, ginnasti, piloti, uomini d'affari nonché per insegnare a fare a maglia, a recitare e a disegnare. Questo sistema viene inoltre utilizzato per insegnare procedure d'urgenza e per migliorare le tecniche di tiro delle forze dell'ordine. Anche se è stata la danza la prima vera applicazione di questo tipo di insegnamento, oggi altre discipline sportive seguono questo metodo: pallavolo, ginnastica ritmica para-olimpica, ginnastica artistica, golf, tennis, salto in alto e in lungo, equitazione,ecc.

Le ricerche del professor B.F. Skinner sul condizionamento operante e gli studi degli etologi a partire da Konrad Lorenz, sulle caratteristiche comportamentali, hanno aperto la strada ai lavori di Keller et Marian Breland, di Ron Turner e di Karen Pryor, tutti dei pionieri in questo settore. La definizione tecnica di condizionamento operante, che è una modalità attraverso cui un organismo ”apprende”, è giustamente quella di condizionare dei comportamenti tramite un percorso di modellamento. Le tecnologie di insegnamento, in una prospettiva coerente con i principi di B.F.Skinner, non prevedono quindi che la persona debba passare attraverso una fase di errori per apprendere un qualcosa. Gli errori possono essere evitati, e con essi una serie di effetti collaterali indotti dalla punizione. La tecnologia dell'insegnamento viene progettata in base allo shaping, sia tramite delle risposte comportamentali sia con degli stimoli discriminanti (response shaping e stimulus shaping) secondo il paradigma noto come errorless learning (apprendimento senza errori).

Karen Pryor, ricercatrice di fama internazionale in biologia degli animali marini e in psicologia behaviorista, con il suo libro Don't Shoot the Dog , a fatto conoscere al mondo intero, già dagli anni '60, l'applicazione pratica del condizionamento operante nell'apprendimento e nel comportamento, tramite il rinforzo positivo. « La specie importa poco - afferma Karen Pryor - in quanto questo è un metodo d'insegnamento comportamentale eccezionale».

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Sicuramente molto interessante,ricordo un esperimento in cui dei gatti,se riuscivano a toccare un dispositivo nascosto sotto una ciotola e mischiata con altre due,ricevevano in premio un bocconcino...e ogni volta azzeccavano!

Come giustamente sostengono gli studiosi,il modo migliore per scoraggiare una comportamento indesiderato è proprio quello di ignorarlo,anche perchè molti cattivi atteggiamenti hanno come obiettivo proprio quello di attirare l'attezione... basti pensare a una cane che abbaia di continuo o ad un cavallo che raspa(senza alcun motivo accertato)in continuazione.

L'unico aspetto che non mi convince è questo:il linguaggio verbale presenta diversi livelli di interpretazione,mentre il suono del tag è un'affermazione che non necessità di risposta sociale.

Ecco,mi va benissimo con gli autistici,che non avranno mai la possibilità di relazionarsi pienamente e normalmente con il resto della società...

Pensiamo ad un cavallo,sappiamo tutti quanto sia importante il tono della voce:se vogliamo che proceda ad un trotto energico,scandiremo trot-to con decisione,se vogliamo la stessa andatura,ma più lenta,rilassata sarà conveniente un troooottoooo.

Quando si spaventano,spesso sussurriamo no,no,no ohh...Quando fanno qualcosa di sbagliato,eccoci intervenire con un secco NO!

Personalmente ritengo che non si possano escludere frequenze sonore che richiedono una risposta sociale,anche quando comunicano fra loro,i cavalli abbinano al tipo di nitrito una diversa postura del corpo...tipo uno stallone che corteggia una femmina,non emette il caratteristico nitrito standosene sdraiato a terra!O un cavallo che saluta festoso il proprietario sta affacciato al box e lo guarda con le orecchie dritte puntate verso di lui e non girato di posteriore a guardare la mangiatoia!Detto questo,non significa che non si possano integrare,voi cosa pensate?

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Io sono d'accordissimo, credo che utilizzare sia segnai vocali positivi (braaavo) che negativi (NO!) aiuti nell'addestramento e nella gestione corrente del cavallo. Certo è che dobbiamo anche stare attenti a come diciamo le cose, utilizzando sempre suoni coerenti.

Ma forse quello che ha postato Gabi è una cosa diversa, basata proprio solo sul condizionamento, come appunto il clicker.

Ci sono molti video in internet su questi sistemi. A grandi linee si tratta prima di tutto di far associare il click a qualcosa di positivo, il biscotto per esempio. Una volta che l'associazione è confermata, si può utilizzare questo condizionamento per far capire al cavallo cosa vogliamo da lui. Per esempio, lasciando libero il cavallo nel paddock, indichiamo un circolo per terra, dove desideriamo che lui entri. Ogni passo che il cavallo farà verso il circolo corrisponderà ad un click. Il cavallo sarà quindi portato a cercare la risposta giusta alla nostra richiesta, perché questa causerà il suono del clicker.

Penso pero' che questo sistema possa aiutare nella gestione corrente del cavallo (per esempio, dar fiducia ad un cavallo che ha paura di una determinata cosa), oppure per un addestramento particolare, per esempio quello circense.

Al contrario, questo condizionamento non può sostituire gli aiuti "ordinari" quando siamo in sella, poiché la comunicazione qui si fa più fine, delicata, e complessa.

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Oh caspita, Gabi, non ti avevo riconosciuta!!

Mi fa veramente un piacere immenso rileggerti, spero che tu stia bene!

Ma... chi meglio di te può spiegarci queste cose, il rinforzo positivo e il clicker sono la tua specialità se ricordo bene ;o)

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Questo sistema rivoluzionario affonda le sue origini in una tecnica, ben codificata, di apprendimento degli animali : il clicker training. Un addestramento senza punizioni utilizzato nei delfinari come nelle gare di agility per cani e gatti. Solo recentemente l'impiego con gli umani ha trovato un'applicazione pratica. Negli Stati Uniti viene utilizzato, sia per imparare che per migliorare la propria tecnica, presso sportivi, portatori di handicap, ginnasti, piloti, uomini d'affari nonché per insegnare a fare a maglia, a recitare e a disegnare. Questo sistema viene inoltre utilizzato per insegnare procedure d'urgenza e per migliorare le tecniche di tiro delle forze dell'ordine. Anche se è stata la danza la prima vera applicazione di questo tipo di insegnamento, oggi altre discipline sportive seguono questo metodo: pallavolo, ginnastica ritmica para-olimpica, ginnastica artistica, golf, tennis, salto in alto e in lungo, equitazione,ecc.

Le ricerche del professor B.F. Skinner sul condizionamento operante e gli studi degli etologi a partire da Konrad Lorenz, sulle caratteristiche comportamentali, hanno aperto la strada ai lavori di Keller et Marian Breland, di Ron Turner e di Karen Pryor, tutti dei pionieri in questo settore. La definizione tecnica di condizionamento operante, che è una modalità attraverso cui un organismo ”apprende”, è giustamente quella di condizionare dei comportamenti tramite un percorso di modellamento. Le tecnologie di insegnamento, in una prospettiva coerente con i principi di B.F.Skinner, non prevedono quindi che la persona debba passare attraverso una fase di errori per apprendere un qualcosa. Gli errori possono essere evitati, e con essi una serie di effetti collaterali indotti dalla punizione. La tecnologia dell'insegnamento viene progettata in base allo shaping, sia tramite delle risposte comportamentali sia con degli stimoli discriminanti (response shaping e stimulus shaping) secondo il paradigma noto come errorless learning (apprendimento senza errori).

Ciao Gabi,

ciò che scrivi è superficialmente interessante.

Mi sembrano quei corsi di supermotivazione per i manager in carriera.

Ora facevo agility con il mio cane e garantisco che il click rispetto a un buon pezzo di wurstel sarebbe stato del tutto inefficacie.

Per quanto riguarda i miei cavalli, tutti hanno i comandi vocali. Dal bravo.. al trotto, galoppo etc. Sono premiati, tutti se fanno bene.

E se fanno male? Dovrei premiarlo tutte le volte che gli passo dietro e non mi tira un calcio? E quando mi tira un calcio non devo fare click? Ti garntisco che le volte in cui ho evitato un calcio non mi sono limitato a non fare click... Come farebbe un capobranco nel suo gruppo.

Gabi, ci sta tutto davvero. C'è chi fa fare click al suo clicker fino che si consumi. E anche vero che negli stati uniti si possa vendere tutto, davvero tutto.

Onestamente preferisco lavorare come ho sempre fatto. Stiamo parlando di animali, pur sempre intelligenti, ma sono animali di 500 KG!! Ti rendi conto che non puoi permetterti di fare degli esperimenti. Immagina uno stallone in mezzo a delle cavalle, se vai in concorso ti capita. Cosa fai? Pensi di sostiuire i suoi istinti con un click o con un comando vocale? Se vuoi mi vieni a trovare e ti faccio tirare fuori dal box il mio stallone (26 anni). Gli metto una testiera, ti do una frusta e te lo do in mano. Nessun altro cavallo in cortile. Vediamo dove ti porta.

Oppure, un pò più estremo, due cani (addestrati con il clicker) che si prendono, cosa pensi di fare?

Certo quando tutto va bene utlizzare solo il rinforzo positivo va benissimo.

Ora putroppo queste innovazioni americane tra l'ipnosi e la presa per i fondelli mi fanno un po scaldare il sangue. Quindi smetto qui.

Credo che tutti dobbiamo essere un po' più realisti e credere meno a quello che ci vendono in TV.

Sir Hiss

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Come già detto,la postura del corpo i il tono della voce fanno la parte da leoni secondo me..

Certo anche che,nei casi in cui si ricerchi in maniera assilante l'attenzione,ignorare è la soluzione migliore.

E' anche vero che all'interno di un branco,sono molto rare le volte in cui si passa davvero alle mani...altrimenti credo sarebbero già estinti...Anche uno sguardo truce,basta a scoraggiare comportamenti indesiderati...non è nè una punizione,nè una totale forma di indifferenza...

Per questo con degli esseri altamente sociali,(non stiamo parlando dei gatti a cui ho accennato riferendomi all'eperimento),mi sembra una metodologia troppo fredda,asettica.

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