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L' Oca Nel Folklore E Nella Storia


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L' oca viene apprezzata ormai da tempi remoti; la sua addomesticazione si perde nella notte dei tempi e, nell' arte, nella letteratura, nella storia, le sono stati riservati grandi onori.

Le prime tracce sull' addomesticazione di questo meraviglioso palmipede si trovano nell' epoca neolitica, dal sesto al quinto millennio prima della nostra era. Le prime prove riguardanti la storia dell' oca domestica, provengono da scavi eseguiti in campi funerari cecoslovacchi dove ossa di oche (sistemate nelle tombe a titolo di nutrimento dei defunti), mostrano già una deformazione delle superfici articolari. La causa di questa deformazione è conseguita dall' addomesticazione che portò questi animali all' aumento del peso corporeo che influì appunto sulla struttura delle ossa del piede.

Tracce della notorietà dell' oca ci provengono anche dalle tombe e dai monumenti egizi,che a quanto pare, furono venerate in quell' antica religione. Omero parla dell' oca nei suoi canti e Plutarco non fu da meno nell' elogio che ne fece; Plinio invece ci rammenta l' importanza che le oche ebbero nella famigerata vicenda del Campidoglio asserendo infatti che " l' oca vigila anche quando i cani dormono".

Sotto l' Impero Romano ci sono diverse testimonianze dell' allevamento di oche e così anche nelle altre civiltà durante e dopo la caduta dell 'Impero. Carlo Magno favorì lo sviluppo dell' avicoltura e l'allevamento di questi uccelli.

In Inghilterra l' arrosto d' oca è il piatto d' obbligo il giorno di San Michele. Sembra che la Regina Elisabetta stesse mangiando l' arrosto d' oca il l2 ottobre del 1588, quando le venne annunziata la sconfitta dell' invincibile armata di Filippo II di Spagna.

Sotto Luigi XVI venne preparato per la prima volta il famoso patè di fegato grasso coi tartufi. Nel XIX secolo la Russia e la Cina primeggiavano sull' esportazione di piumino d' oca e nella Cina è tuttora di rito offrire l' oca ai nuovi sposi come simbolo di felicità coniugale. In Boemia si mangia l' oca a San Martino e se ne trae l' oroscopo per l' inverno che verrà: se le ossa sono bianche, inverno breve e mite, se sono scure, pioggia, neve e freddo.

In Svizzera è rinomatissimo l' arrosto d' oca ripieno di fette di mele renette. Nella nostra Romagna, come nelle Marche e nell' Umbria, si mangia tradizionalmente l 'oca ad Ognissanti; in Lombardia si gusta l' oca nei giorni di San Silvestro e di San Siro. L'origine della nostra oca domestica deriva dall' oca selvatica Ansr anser (che in latino sinifica appunto "oca") o oca cinerina. Ma non è difficile che anche altre specie possano essere state capostipiti dell' oca comune, a seconda delle regioni. L' oca comune si è mantenuta pressochè simile nel piumaggio alla sua capostipite selvatica, ma l' intervento dell' uomo ha fatto si che si svuluppassero diversità di mole e di piumaggio; è assai diffusa l' oca dalla livrea completamente bianca mentre vi sono anche quelle pezzate. E proprio a causa dell' azione dell' uomo, si sono via via venute a creare degli esemplari con caratteristiche stabili: le razze. L' allevamento dell' oca è molto esteso in tutto il mondo e particolarmente in Europa; Nazioni quali la Francia,la Germania,l'Inghilterra, la Russia, tutti gli stati del nord e l' Italia settentrionale, allevano in gran numero questi stupendi palmipedi. E in diversi Stati e Regioni di appartenenza è stata avviata una meticolosa selezione per poter definire le varie razze assoggettate ad uno standard che ne descrive gli aspetti somatici ben fissati. Queste razze prendono solitamente il nome del Paese dove furono inizialmente selezionate; pare che in tutto il Globo vi siano piu di 100 razze suddivise in base alla loro mole che va dalla taglia piccola, alla media e a quella gigante. Il peso di taluni esemplari va dai 4/5 kg per le razze leggere fino a raggiungere i 14/16 kg per quelle pesanti. Le razze piu note sono : l'oca di Roma ( romagnola o italiana, come vuole lo standard ufficiale), che comprende anche la varietà col ciuffo creata in America; l' oca cignoide o della Guinea; l' oca di Schetland; l'oca di Normandia; l' oca di Poitou... Tutte razze appartenenti alla specie di piccola taglia. Poi vi sono quelle di media taglia che sono: l'oca Pilgrim; l' oca di Pomerania; l' oca di Touraine; l'oca d' Alsazia; la Sebastopoli ( col caratteristico piumaggio arricciato). In fine vi sono le razze giganti : la famigerata oca di Tolosa, di cui esistono due tipi: quella industriale con bavetta e quella agricola senza bavetta; l' oca di Embden o Emden; l' oca Africana ( derivante dall 'oca della Guinea ma di grossa mole e provvista di bavetta); l' oca di Bourbonnais.

Ogni razza è destinata ad un reddito ben distinto; vi sono quelle da carne e da fegato (Bourbonnais,Embden,Tolosa, oca di Pomeania; oca di Touraine; Grigia delle Lande). Quelle da carne con poco grasso ( oca d' Alsazia,la grigia Padovana, l'oca di Normandia). Infine quelle da pelle e da piume (la bianca di Poitou e la Romana). Ma talune razze si prestano comunque per diversi fini; solitamente tutte le razze con piumaggio bianco vengono sfruttate per il piumino, visto che sul mercato la piuma bianca è assai richiesta e preziosa, mentre quella bruna viene scartata a priori. E alcune dalla livrea bianca, come le grosse oche di Embden, vengono utilizzate per le piume, il fegato grasso e la carne, che è prelibta! A differenza delle anatre e ancora di piu dei gallinacei, le oche non presentano alcun dimorfismo sessuale (le caratteristiche somatiche pertinenti il sesso dell' animale), per cui è assai complicato discernere il maschio dalla femmina. Solitamente nelle oche il maschio è piu grande e la sua voce piu acuta, rispetto alla femmina... Ma esitono delle razze che posseggono un marcato dimorfismo sessuale che risiede nel colore del piumaggio. Questi esemplari vengono definiti razze autosessate. Il piumaggio del maschio è totalmente bianco, mentre quello della femmina è pezzato. Appartengono a questa categoria le oche Pilgrim, l' oca di Normandia e l' oca di Schetland.

In Italia oltre alla famosa romagnola ,abbiamo la grigia Padovana e la pezzata Veneta, sulle quali sembra che finalmente si stia operando per definire uno standard. Mentre si è estinta l' oca Piacentina che rassomigliava parecchio alla romagnola, tranne che per le dimensioni inferiori. La vera pecca degli avicoltori italiani è stata quella di non essersi mai preoccupati di curare la selezione di questi esemplari (cosa che in altri Stati è stata eseguita). Infatti oggi è assai raro imbattersi in una romagnola pura; un grande peccato se pensiamo che in America l 'oca di Roma è selezionata meticolosamente tanto d' aver creato un alternativa col ciuffo. Tra l' altro la rinomanza della nostra candida romagnola, ha riscosso plauso e ammirazione in tutto il mondo per via della sua alta produione di uova (110/115 uova l'anno). Un numero assai elevato se si pensa che altre razze ne producono al massimo una cinquantina l' anno. L' oca di Romagna o romagnola, è meglio conosciuta in tutto il mondo col nome di oca di Roma, appellativo che le fu affibiato dagli avicoltori spagnoli di Barcellona, quando la nostra razza venne presentata in quella città ad una esposizione mondiale nel maggio del 1924. In quell' occasione i visitatori si domandarono se la romagnola appartenesse alla razza che salvò il Campidoglio dalle truppe galliche di Brenno nel lontano 382 a.C. La questione probabilmente non sarà mai chiarita perchè Lucrezio sostiene che quelle oche erano bianche, mentre Virgilio le definì argentate. Ma con lo scorrere dei secoli il piumaggio potrebbe aver subito variazioni... Certo è che le oche romagnole possiedono una voce assai acuta e stridula, diversamente dal tono borbottante delle Tolosa, per esempio... Comunue sia, le nostre candide oche romagnole sono sicuramente tra le razze piu antiche al mondo... Inoltre il loro piumino è tra i piu apprezzati e la loro carne è ottima!

Ma veniamo all' aspetto folklorico che gravita intorno a questo palmipede tanto idolatrato quanto villipeso. Nel tempo all' oca così rinomata e con la sua aura antica, non gli furono tributati solo gli elogi e gli apprezzamenti di scultori, poeti e di chef, ma anche credenze popolari che la definiscono sciocca tra le sciocche! Pare che questo detto derivi dal forte schiamazzo che ai piu sembra insensato! Ma quei piu evidentemente hanno dimenticato la vicenda del Campidoglio e la proverbiale attitudine alla guardia che ne è derivata. In verità a smentire questa credenza, ci sono diverse testimonianze di chi ha allevato le oche... Marziale dice che fra tutti gli animali che popolano la corte del contadino essa è forse la piu sagace e la piu pevidente. Plutarco narra della scaltrezza con la quale le oche sfuggirono agli attacchi numerosi delle aquile sui monti Tauri. Ludwig Buchler racconta le gesta di un oca che aveva uno spiccato senso militare da montare regolamente di sentinella e da gridare i diversi segnali presso il reggimento nel quale si era " arruolata". Mènault ricorda il caso di un oca che sapeva guidare e preservare dai pericoli una povera vecchia cieca. Mentre il dott. Franklin scrive che un oca intenta nella cova da 15 giorni, sentì approssimarsi la fine e lasciò il nido alla ricerca di un' altra oca che la sostituisse nella cova... La nuova oca seguì la moribonda sino al nido e vi si adagiò per continuare la cova fino alla schiusa e alla sucessiva cura dei piccoli nati; mentre la povera oca vecchia moriva.

In Romagna si dice che quando venne sparso nel Mondo il sale del giudizio, tra parti furono assorbite dalle oche, il resto venne assimilato dagli uomini!

L'oca è un animale capace di affetto e comprensione. Non è raro infatti che un oca si affezzioni talmente al suo padrone da seguirlo ovunque ( cosa che ho verificato anche io), protestando con starnazzi vigorosi quando viene lasciata sola... Riconosce la voce del suo padrone, la figura, e al suo apparire lo saluta con acuti allegri e chiassosi! In molte regioni della Geramnia, e nel resto dell 'Europa centrale,ogni mattina guppi numerosi di oche escono senza alcuna guida e vanno ad aggregarsi disciplinatamente al grosso branco che verrà a costituirsi, guidato poi da un custode... Alla sera, finito il pascolo, ciascun gruppo sulla strada del ritorno, si stacca da sè e rientra dal legittimo proprietario.

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