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Governo Chiede Ok A Ue Per Caccia Agli Storni


neyryssa
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questa è veramente bella... ma dove siamo finiti????

1 giugno 2007 - Abbattere gli storni, salvare le olive e con loro quanti vivono di questa coltivazione. Dalla tv all'aula di Montecitorio, la battagliera Gabriella Carlucci, di F***a I****a, e' intervenuta in aula per perorare la causa delle famiglie che vivono di olive e che vedono "in alcune regioni d'Italia, anche il 50 per cento del loro raccolto distrutto dagli storni". Ecco, proprio per evitare danni alle coltivazioni in Liguria, Puglia e Campania, "per non parlare del guano che lasciano sulle macchine", l'on. Carlucci ha parlato della decisione presa dalla Regione Liguria, che con una propria legge aveva permesso di cacciare gli uccelli golosi, decisione contestata in sede Ue e quindi cancellata.

Il sottosegretario Stefano Boco, dopo aver spiegato che gli storni mangiano di tutto, "non solo olive ma anche vermi e altri frutti", ha detto che il governo italiano ha avanzato una nuova richiesta alla Comunita' europea per far rientrare gli storni tra le specie cacciabili. L'on. Carlucci ha ringraziato, e in attesa del provvedimento riparatore ha insistito sul fare presto, perche' "tra poco inizia anche la raccolta delle ciliegie".

(Npe/ Dire)

attenzione attenzione agli uccelli cattivi....

ma ci rendiamo conto???

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e non finisce qui.. ecco come prosegue..

5 giugno 2007 - Il Governo italiano si appresta a presentare un'istanza, rivolta all’Unione Europea, per richiedere di inserire lo storno (sturnus vulgaris) tra le specie cacciabili, questo almeno stando alla risposta del Sottosegretario per le Politiche agricole, alimentari e forestali, on. Boco, ad un'interpellanza urgente formulata da F***a I****a.

Il motivo che secondo il Governo giustificherebbe tale richiesta, risiede nei presunti danni che lo storno arrecherebbe alle colture olivicole.

Danni non quantificati nell'interpellanza, ma agitati come uno spauracchio, arrivando a sostenere che vi sono casi in cui raggiungono punte del 50% del prodotto!

Lo storno è una specie protetta dalla normativa nazionale ed europea: queste prevedono che, in casi del genere, sia possibile provvedere al contenimento numerico degli animali, avvalendosi in prima istanza di metodi ecologici, ovvero incruenti. Naturalmente questa possibilità non viene menzionata nella risposta a firma dell'onorevole Boco. Stravolgendo la procedura, si vuole passare subito alle "vie di fatto", ovvero all'intervento armato ad opera dei cacciatori.

”La strada imboccata dal Ministro De Castro per bocca del Sottosegretario verde Boco è molto chiara e, calpestando quanto scritto a pagina 153 del programma elettorale del Governo Prodi, non si discosta da quella percorsa dal Governo che l'ha preceduto. Cosa ne pensa il Ministro verde dell'Ambiente Pecoraro Scanio? - dichiara Massimo Vitturi responsabile del settore caccia e fauna selvatica della LAV - La richiesta di inserire una specie protetta nella lista degli uccelli cacciabili, spiana la strada a una deriva filo-venatoria del Governo in carica. Da oggi chiunque, agitando lo spauracchio dei danni all'agricoltura, potrebbe chiedere di aprire la caccia a specie protette dando il via ad una vera e propria deregulation venatoria.”

Presso l’Unione Europea è già pendente una procedura d'infrazione nei confronti del nostro Paese per la violazione della normativa sulla caccia in deroga. Se il Governo procederà su questa linea, sarà inevitabile che il nostro Paese sarà messo nuovamente sul banco degli imputati, con conseguenze che ricadranno su tutti i cittadini, compresi gli agricoltori i cui interessi l'onorevole Boco sostiene di voler difendere.

Quando il Sottosegretario afferma che lo storno è responsabile di procurare danni all'agricoltura, dimentica che lo stesso uccello è estremamente ghiotto della larva del bruco americano (Hyphantria cunea) responsabile, questo sì, di gravi danni alle colture e al verde pubblico.

”Il rischio concreto - conclude la LAV - è che in futuro, per contenere i danni apportati dalle larve del bruco americano, non più contenute dalla predazione dello storno, assisteremo a un incremento dell'uso di fitofarmaci che poi troveremo inevitabilmente nel nostro cibo”.

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