Vai al contenuto

Dingo


Prencer
 Share

Recommended Posts

Il dingo (Canis lupus dingo) è un cane selvatico che ha forse avuto origine, come dice Prencer, dal lupo indiano (Canis lupus pallipes). Di solito è descritto come un cane selvatico australiano ma in realtà la sua diffusione non era limitata all'Australia né qui ebbe origine.

I primi crani di dingo sono stati infatti trovati in Vietnam e risalgono a circa 5.500 anni fa. Le sue ultime tracce nel Sudest asiatico risalgono a 2.500 anni fa, mentre i primi resti di dingo in Australia sono di 3.500 anni fa.

La terra di origine del dingo è proprio l'Asia sud orientale, da dove si sarebbe spostato seguendo l'uomo verso l'Europa, ma soprattutto verso l'Australia, attraverso la Nuova Guinea.

Una volta approdato in Australia, portato dagli Aborigeni circa otto mila anni fa, però il dingo si sarebbe nuovamente emancipato dall'uomo, scegliendo di tornare alla vita selvaggia.

Perseguitato perchè rappresentava una minaccia per le greggi di pecore e per gli allevamenti di bovini, il dingo è stato decimato in vere e proprie campagne di caccia a partire dal diciannovesimo secolo. Solo negli anni '60 ci si accorse che la sua presenza, oltre a risultare indispensabile per controllare la proliferazione smisurata dei conigli nociva per l'agricoltura, non era così devastante per gli allevamenti domestici.

Rispetto al suo parente della Nuova Guinea, corto sugli arti e simile alla volpe anche per il muso appuntito e la folta coda, il dingo australiano è più alto e slanciato: 50-56 cm al garrese, 80 cm di lunghezza circa senza la coda, che arriva a misurare 30-35 cm e un peso che oscilla tra i 20 ei 30 kg.

La testa è larga, con orecchie erette e muso appuntito e il pelo corto è in genere del tipico colore giallastro, ma varia dal bianco, al nero, al marrone al color ruggine.

La cosa curiosa è proprio il suo aspetto, che a dispetto del comportamento inselvatichito, tradisce evidenti somiglianze con il cane domestico.

Nessun rappresentante dei Canidi, come ha fatto notare Eberhard Trumler, attento studioso dei dingo, presenta ad esempio la “coda a sciabola” che ritroviamo solo nei dingo e nei cani domestici; stesso discorso si potrebbe fare per le macchie bianche che il dingo e i cugini domestici mostrano spesso sul muso, sul petto, sulle zampe e sulla coda.

E' presente ormai solo in Australia, in una parte dell’Indonesia, in Malesia e nel Burma; esemplari simili ribattezzati dingo hallstrom (dal nome dell'australiano che ne portò una coppia allo zoo di Sidney) sono stati individuati in Nuova Guinea.

Secondo Trumler sarebbero dello stesso ceppo dei dingo, adattatosi a vivere nei boschi in montagna.

Il dingo approdò in Australia e probabilmente andò ad occupare la nicchia ecologica del lupo di Tasmania o tilacino (Thylacinus cynocephalus), un grande carnivoro marsupiale diffuso in Australia e Tasmania ora scomparso, cibandosi di canguri e wallaby, ma anche di roditori e carogne. Ma pur essendo carnivoro non disdegna gli insetti e i vegetali e, con l'arrivo dei coloni europei, anche conigli e pecore sono diventate sue facili prede.

Il dingo non è propriamente un animale da branco a causa della sua indole fondamentalmente solitaria.

Per cacciare però si unisce spesso e volentieri al ristretto gruppo familiare e tende a formare un forte vincolo di coppia.

Per riunire il piccolo gruppo e scacciare gli individui estranei o lanciare allarmi in vista della caccia il dingo utilizza un particolare repertorio di uggiolii e urli, senza abbaiare.

I conflitti per la difesa del territorio sono più cruenti rispetto a quelli che si verificano tra i lupi, i cui meccanismi di coesione funzionali all'esistenza del branco tendono ad inibire l'aggressività.

Le lotte tra dingo rivali invece portano più facilmente alla morte del più debole e all'occupazione del territorio da parte del più forte, che esercita il suo potere anche sulle femmine.

La stagione degli amori si annuncia con profondi ululati, indispensabili per localizzare la compagna o il compagno e per tenere a debita distanza eventuali intrusi.

I cuccioli, in media 4-5, nascono tra la fine dell'inverno e la primavera dopo una gestazione di 63 giorni e diventano indipendenti nell'arco di tre, quattro mesi, restando a fianco ai genitori fino ad un massimo di tre anni.

Link al commento
Condividi su altri siti

Perseguitato perchè rappresentava una minaccia per le greggi di pecore e per gli allevamenti di bovini, il dingo è stato decimato in vere e proprie campagne di caccia a partire dal diciannovesimo secolo. Solo negli anni '60 ci si accorse che la sua presenza, oltre a risultare indispensabile per controllare la proliferazione smisurata dei conigli nociva per l'agricoltura, non era così devastante per gli allevamenti domestici.

Per tenere lontano il dingo dagli allevamenti, concentrati nella zona orientale del continente, gli australiani hanno eretto una cortina di filo spinato dal Queensland al Victoria, con scarsi risultati. Altra tragica curiosità è che in slang australiano il dingo veniva (viene) chiamato "six pack", ovvero "pacco da sei". Il motivo? Il premio per l'abbattimento di un dingo era di 10 dollari australiani, somma equivalente al costo di un pacco da sei lattine di birra.

Il dingo approdò in Australia e probabilmente andò ad occupare la nicchia ecologica del lupo di Tasmania o tilacino (Thylacinus cynocephalus), un grande carnivoro marsupiale diffuso in Australia e Tasmania ora scomparso, cibandosi di canguri e wallaby, ma anche di roditori e carogne. Ma pur essendo carnivoro non disdegna gli insetti e i vegetali e, con l'arrivo dei coloni europei, anche conigli e pecore sono diventate sue facili prede.

Come tutti gli animali introdotti dall'uomo il dingo ha causato molti più problemi alla fauna autoctona che agli allevamenti; fra l'altro è stato introdotto proprio in una regione abitata prevalentemente da mammiferi primitivi, ed è stato credo il primo placentato ad approdare in Australia (chirotteri esclusi). A titolo di esempio, è probabilmente dovuta al dingo l'estinzione sul continente del diavolo di Tasmania, che sopravvive ormai solo sull'omonima isola.

Link al commento
Condividi su altri siti

Prencer, simili risposte NON sono tollerate. Non fare domande se non vuoi che gli altri ti rispondano!

Ti ricordo che il rispetto per gli altri è la prima regola che OGNUNO di noi DEVE seguire.

Link al commento
Condividi su altri siti

[...] Although the dingo is not considered threatened or endangered, pure populations in Australia and Asia are at risk of complete hybridization due to interbreeding with domestic dogs. [...] The general public is banned from owning dingos as pets (Corbett 1995).

Nonostante il dingo non sia considerato minacciato o in pericolo, le popolazioni pure in Australia e Asia sono a rischio di completa ibridizzazione a causa dell'incrocio con il cane domestico. [...] Al pubblico è vietato possedere esemplari di dingo come animali domestici. (Corbett 1995).

da animaldiversity.ummz.umich.edu/site/index.html

Link al commento
Condividi su altri siti

Ciao a tutti e buon anno.

Sono appena tornato dall'Astralia e in una fattoria nella zona di Alice Springs (pieno centro e pieno deserto) i proprietari tenevano in cattività 2 femmine di dingo.

Una era legata ad un albero con un lungo guinzaglio e veniva continuamente a fare le feste e a farsi accarezzare mentre l'altra era chiusa dentro una gabbia.

Nella stessa zona ma un pò più a sud (Ayes Rock) mi è capitato di vederne un piccolo gruppo di cinque aggirarsi la mattina presto nel deserto.

Non sono proprio bellissimi...

Comunque dalla gente del posto non sono considerati pericolosi se non in branco, al contrario dei cani nati da incroci tra dingo e cani "domestici" (ci sono cartelli ovunque vicino alle "fonti d'acqua" che ti avvertono del pericolo).

A Fraser Island, che è un'isola sabbiosa di 120 km sulla costa est, c'era la più grande e pura popolazione di dingo. Ora ce ne sono solo 250 dopo che un branco di questi ha ucciso negli anni '90 un bimba.

Pensate che l'unica zona abitata (un villaggio turistico) è completamente circondata da un recinto con cancelli per l'entrata e l'uscita anti dingo (con griglie e cavi metallici sul terreno).

Io non me lo terrei a casa! :bigemo_harabe_net-100:

Link al commento
Condividi su altri siti

Eppure è così... il problema più grosso è la ricerca di cibo e cosa può essere più inresistibile dei resti lasciati dopo un pick-nick nel mezzo di una foresta?

La possibilità di trovare cibo così a "buon mercato" li rende aggressivi qundo sono in branco.

Il ranger che ci accompagnava diceva che quando è uno solo bastava agitare le braccia e fare un pò di rumore per farlo scappare.

Per gli animali selvatici le nostre immondizie sono una manna, solo che poi si abituano a noi e cercano di rubarci il cibo dalle mani ( pensa che durante un tour, sempre in Australia, un gabbiano a strappato,buttandosi in picchiata, un biscotto dalla bocca di una nostra compagna giapponese provocandogli un taglio sul labbro superiore).

Link al commento
Condividi su altri siti

il problema più grosso è la ricerca di cibo e cosa può essere più inresistibile dei resti lasciati dopo un pick-nick nel mezzo di una foresta?

ci vanno a nozze...ovvio...pensa te.

La possibilità di trovare cibo così a "buon mercato" li rende aggressivi qundo sono in branco.

questa non la sapevo.

Il ranger che ci accompagnava diceva che quando è uno solo bastava agitare le braccia e fare un pò di rumore per farlo scappare.

solo quello? ma da soli non sono cattivi allora...

mi son andata a cercare le foto del dingo, ed effettivamente non è che siano proprio bellini eh... fanno un po paura...

Per gli animali selvatici le nostre immondizie sono una manna, solo che poi si abituano a noi e cercano di rubarci il cibo dalle mani

già... e poi non han piu paura di noi... cosi accadono le tragedie.

pensa che durante un tour, sempre in Australia, un gabbiano a strappato,buttandosi in picchiata, un biscotto dalla bocca di una nostra compagna giapponese provocandogli un taglio sul labbro superiore).

davvero? mio dio poverina chissà che spavento si è presa! oltre al dolore che poi le ha causato... poverina...

Link al commento
Condividi su altri siti

Beh... sai com'è... in certi casi l'unione fa la forza, quindi quando sono in gruppo sono più temerari.

Non è che sono o meno cattivi ma il discorso è che sono sempre animali selvatici.

Comunque fisicamente non è che sono dei giganti. Non me ne intendo di taglie di cani ma quelli che ho visto io erano più piccoli di un pastore tedesco e molto più magri, quindi un essere umano adulto per loro è un bel avversario da sfidare.

Ciao ciao.

Link al commento
Condividi su altri siti

Join the conversation

You can post now and register later. If you have an account, sign in now to post with your account.

Ospite
Rispondi a questa discussione...

×   Pasted as rich text.   Paste as plain text instead

  Only 75 emoji are allowed.

×   Your link has been automatically embedded.   Display as a link instead

×   Your previous content has been restored.   Clear editor

×   You cannot paste images directly. Upload or insert images from URL.

Caricamento...
 Share

×
×
  • Crea Nuovo...