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Geco Diurno Del Madagascar


Jake Blues
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Dunque

intanto mi presento :D

é il primo messaggio che scrivo e scusate se ho fatto casino :bigemo_harabe_net-134:

(trallaltro sarebbe carino una sez del forum per le presentazioni

se cé... uhhmmm come non detto ^_^ )

mi chiamo Ivan e sono svizzero

a un 100km da milano mas o meno

mi sono iscritto a questo foro perché ho domande

riguardanti appunto il Geco diurno del Madagascar

Prima di comprarlo (semiregalo)

mi sono informato in questi termini:

- - - -

Phelsuma madagascariensis

Ordine Squamata

Sotto-ordine Sauria (Lacertilia) - Lizards

Infra-ordine Gekkota

Famiglia Gekkonidae

Sotto-famiglia Gekkoninae

Genere Phelsuma

Specie Phelsuma madagascariensis

Sottospecie

Phelsuma madagascariensis grandis GRAY 1870

Phelsuma madagascariesis kochi MERTENS 1954

Phelsuma madagascariesis madagascariensis (GRAY 1831)

Phelsuma madagascariensis boehmei MEIER 1982

Classificazione scientifica

Nome comune

Geco, Geco del Madagascar, Geco verde, Geco diurno del Madagascar

Nome scientifico

Phelsuma madagascariensis

Altre nomenclature

Phelsuma madagascariensis madagascariensis

Gekko madagascariensis GRAY 1831

Phelsuma sarrube [WIEGMANN 1834]

Phelsuma madagascariensis madagascariensis - MERTENS 1962

Phelsuma madagascariensis martensi MERTENS 1962

Phelsuma madagascariensis - GLAW & VENCES 1994: 290

Phelsuma madagascariensis boehmei MEIER 1982

Phelsuma madagascariensis boehmei MEIER 1982

Phelsuma madagascariensis boehmei - GLAW & VENCES 1994: 291

Phelsuma madagascariensis grandis GRAY 1870

Phelsuma grandis GRAY 1870

Phelsuma madagascariensis venusta MERTENS 1964

Phelsuma madagascariensis venusta - WERMUTH 1965: 131

Phelsuma madagascariensis notissima MERTENS 1970 (fide MEIER 1982)

Phelsuma madagascariensis grandis - GLAW & VENCES 1994: 291

Phelsuma madagascariensis grandis - RÖSLER 1995: 142

Phelsuma madagascariensis kochi MERTENS 1954

Phelsuma madagascariensis kochi MERTENS 1954

Phelsuma madagascariensis kochi - WERMUTH 1965: 130

Phelsuma madagascariensis kochi - MEIER 1982

Phelsuma madagascariensis kochi - GLAW & VENCES 1994: 291

Distribuzione geografica

Madagascar (Perinet, Andasibe, Ranomafana, Diego Suarez, Maevatanana, Tamatave), Nossi Be = Nosy Bé,Nosy Sakatia, Nosy Tanikely, Nosy Komba

boehmei: around Perinet; Terra typica: Perinet.

grandis: Terra typica: Madagascar

kochi: Majunga, Tsaramandroso, Ambahanbongo; Terra typica: Maevatanana, NW Madagascar.

madagascariesis: east coast between Fénérive and Mananjari-Kianjavato.

martensi: coastal E Madagascar; Terra typica: "Ambavala bei Fénérive".

venusta: N Madagascar (south to Ambilobé); Terra typica: "25 km südlich von Diego Suarez, Nord-Madagaskar".

Terra typica: Madagascar

Ma questo é relativo :) passiamo a quello che importa :D

Informazioni per l'allevamento

Presentazione: Fra i numerosissimi membri della famiglia il genere Phelsuma si distingue per il corpo affusolato, per il colore verde brillante della pelle, per la testa contigua al corpo e per gli occhi a palla neri e sporgenti. Come tutti i gechi è provvisto di 5 dita terminanti in larghi polpastrelli muniti di finissime setole che formano le lamelle adesive, grazie a queste lamelle i gechi sono in grado di aderire a quasi tutte le superfici, pareti ed oggetti. Queste lamelle contengono a loro volta dei piccolissimi uncini in grado di aderire alle microporosità presenti su qualunque superficie. E' un rettile particolarmente curioso ed è anche un grande arrampicatore.

Dimensioni: Al momento della nascita i piccoli misurano al massimo 3-6 cm, coda compresa, cominciano a nutrirsi uno o due giorno dopo essere usciti dalle uova. Vanno alimentati almeno una volta al giorno con omogeneizzati alla frutta e piccoli insetti. La dimensione massima di una phelsuma adulta e' di 25 cm, coda compresa, un vero gigante rispetto a molti altri membri della famiglia. Le femmine che generalmente sono più piccole e con colori meno vivaci dei maschi invece raggiungono al massimo i 20 cm. Caratteristiche esclusive del maschio sono : le dimensioni maggiori rispetto alla femmina, la colorazione più vivace e le macchie rosse sul dorso molto più marcate.

Indole: Si tratta di un sauro particolarmente curioso e molto agile. Talvolta i maschi manifestano una spiccata territorialità e per questo motivo non vanno tenuti assieme ad altri maschi nello stesso terrario. In linea di massima comunque se il terrario è sufficientemente grande non ci sono problemi a tenere gruppi di 2 o più maschi con un numero almeno doppio di femmine. Non è fra quei gechi che possono essere manipolati facilmente: non mette in atto atteggiamenti intimidatori, si limita alla fuga. Assicuratevi quando aprite il terrario che la stanza sia chiusa in modo tale da poter eventualmente riacchiappare il fuggitivo. La sua natura curiosa rende la Phelsuma uno degli animali da terrario più interessanti da osservare, se riceve cure giornaliere imparerà a riconoscervi a non temere più la vostra presenza. Dopo qualche tempo potrete avere qualche piccola soddisfazione dal vostro animaletto che accetterà il cibo dalla vostra mano. Attenzione: spruzzando sulla Phelsuma con un nebulizzatore dell'acqua, l'animale perde aderenza ed è più facile acchiapparlo.

Temperatura: Durante il giorno all'interno del terrario deve essere presente una temperatura compresa fra i 24 ed i 30 °C, nella stagione più calda dell'anno. Durante la notte la temperatura può scendere fino a 15-20 °C. Queste temperature subiscono una flessione verso il basso durante la stagione fredda. Indicativamente possiamo scendere scendere fino a 20-24°C, durante il giorno in inverno, per portare la temperatura fino a 12-16 °C durante la notte nella stessa stagione. Temperature al di fuori di questo range inducono nel rettile uno stato di malessere che può facilmente deteriorare in patologie più o meno gravi o in casi più gravi alla morte. La temperatura è un parametro ambientale particolarmente critico nell'allevamento in cattività dei rettili, non dimenticare di leggere la pagina dedicata a questo argomento. La Phelsuma a differenza di altri sauri ma anche di altri gechi non ha bisogno di bagni di sole quindi non è insolito o allarmante vederla accantonata in una zona ombrosa e nascosta del terrario.

Umidità: E' importante mantenere all'interno del terrario un tasso di umidità non inferiore al 40%. Durante il periodo della muta è necessario innalzare questo tasso fino all'80-90% per favorire lo staccarsi della vecchia pelle. Per innalzare il tasso di umidità è sufficiente nebulizzare due o tre volte al giorno il terrario. Dato che le Phelsuma, in special modo gli esemplari più giovani, bevono attirate dal movimento dell'acqua, vi consiglio di nebulizzare una o due volte al giorno il terrario. E' possibile anche creare utilizzando una pompa per acquario una piccola fontanella, in questo modo oltre a stimolare l'animale a bere condizionerete il tasso di umidità all'interno del terrario. Piante vive possono essere utilizzate con il duplice scopo di permettere alla Phelsuma di arrampicarsi e di mantenere un più elevato tasso di umidità nell'ambiente circostante. Consultate la sezione umidità cliccando su questo link per scoprire in che modo aumentare o diminuire la percentuale di umidità nel terrario.

Link:

Umidità: E' determinante per alcune specie mantenere all'interno del terrario un tasso di umidità relativa dell'aria compreso fra determinati valori. Periodi prolungati ad un tasso al di fuori di questi valori, potrebbero essere pericolosi e a lungo andare letali per il rettile. Ecco perchè occorre quindi tenere sempre sotto controllo questo parametro. Esiste un apposito strumento chiamato igrometro, che ci permette di tenere l'umidità sotto controllo, e che è consigliabile acquistare. Qui di seguito sono descritti alcuni sistemi per innalzare il tasso di umidità,

* il più semplice è senza dubbio nebulizzare il terrario una o più volte al giorno. Per farlo potete utilizzare un comune nebulizzatore in vendita nei negozi che espongono articoli per giardinaggio. Unico inconveniente: l'acqua prelevata dal rubinetto di casa forma un fastidioso deposito di calcare sulla pareti del terrario, causa di questo fenomeno sono i sali di Calcio e Magnesio contenuti nell'acqua. Se il vostro terrario è in vetro evitate di nebulizzare le pareti per evitare il deposito di questi sali su di essi.

* un altro comodo espediente consiste nel posizionare la vasca dell'acqua sopra il cavo riscaldante o sotto una lampada. In questo modo la temperatura dell'acqua aumenta favorendo il fenomeno di evaporazione e di conseguenza l'aumento del tasso di umidità. Attenzione: nei terrari con scarsa aerazione questo sistema favorisce la formazione di condensa sulle pareti del terrario. Il fenomeno della condensa consiste nella trasformazione in acqua del vapore contenuto nell'aria e dipende dal rapporto tra temperatura e umidità relativa contenuta nell'aria: al variare di questa ultima cambia il "punto di rugiada", ovvero la temperatura al di sotto della quale il vapore si condensa in gocce d'acqua.

* posizionare una spugna bagnata nel terrario. L'acqua della spugna evaporando progressivamente contribuirà ad aumentare la percentuale di umidità nel terrario. Per evitare di inumidire il substrato possiamo mettere la spugna in un recipiente come ad esempio un sottovaso.

* installare un gocciolatore all'interno del terrario. Un gocciolatore non è altro che un contenitore, di solito in materiale plastico atossico, dotato di due fori: sul foro di uscita in basso può essere montato un rubinetto che permette di regolare la fuoruscita dell'acqua mentre il foro di entrata in alto permette l'ingresso dell'aria nel contenitore. La pressione dell'aria consente all'acqua di fuoriuscire lentamente dal contenitore. Questo metodo torna utile oltre che per l'umidità anche per permettere ad alcuni sauri di abbeverarsi.

* per favorire l'evaporazione dell'acqua può essere sufficiente aumentare la superficie dell'acqua direttamente a contatto con l'aria. Contenitori poco profondi ed ampi, come i sottovasi per piante, risultano idonei allo scopo. Ricordate che maggiore è la quantità d'acqua e di conseguenza la dimensione della vasca maggiore sarà l'evaporazione e la percentuale di umidità.

* utilizzare un aeratore per acquari: il costo dell'apparecchio e' più contenuto rispetto ad un nebulizzatore ma i risultati sono altrettanto soddisfacenti. L'aria viene pompata da un compresso attraverso una membrana ed incanalata in un tubo in gomma alla cui estremità di solito viene attaccata una pietra porosa. Il continuo movimento dell'acqua anche in questo caso favorisce l'evaporazione. Un metodo analogo, ed altrettanto efficace, consiste nell'usare una pompa per acquario.

* il metodo più coreografico è quello di installare una fontana o costruire una cascata utilizzando ancora una volta un prodotto di solito impiegato negli acquari, si tratta questa volta di una pompa per filtro. La spesa è irrisoria e possiamo sbizzarrire la nostra fantasia e far scorrere dall'alto su dei sassi o su dei tronchi l'acqua. Attenzione: l'acqua che evapora deve essere rimpiazzata perché se la pompa viene lasciata girare all'asciutto si rompe dopo poco tempo.

* infine è possibile acquistare un nebulizzatore specifico per terrario, un dispositivo elettronico che per mezzo di ultrasuoni produce una nebbiolina, molto gradevole e dal sicuro effetto scenico.

Contribuiscono a mantenere elevato il tasso di umidità anche la presenza di piante vere all'interno della teca e l'impiego di un substrato permeabile. La carta o il terriccio ad esempio una volta inzuppati d'acqua impiegano del tempo ad asciugare rilasciando progressivamente l'acqua nell'aria.

Illuminazione: Sauro diurno, è attivo prevalentemente durante le ore più calde del giorno. Necessita di illuminazione solare diretta, la lampada UVB è indispensabile. Per conoscere maggiori dettagli su questo argomento clicca qui e visita l'approfondimento dedicato all'illuminazione.

Link

Illuminazione Spesso le lampadine che utilizziamo come elemento riscaldante vengono considerate anche un'idonea sorgente luminosa per il terrario. Questo è parzialmente vero perchè non tiene conto della specie ospitata nel terrario. La luce ultravioletta si divide in tre bande a seconda della lunghezza d'onda: UVA, UVB e UVC. Tralasciamo i raggi UVC, che vengono filtrati dall'atmosfera e che sono dannosi in quanto danneggiano il sistema immunitario e sono fonte di tumori, e concentriamoci sui raggi UVA e UVB. Gli organi della vista dei rettili sono in grado di vedere lo spettro UVA ed alcuni ricercatori hanno dimostrato che i rettili sottoposti ad un illuminazione che comprenda questi raggi, spesso hanno meno difficoltà a nutrirsi in cattività e si dimostrano più reattivi. I benefici dei raggi UVA sono tuttavia una scoperta recente, mentre i benefici dei raggi UVB sono oramai ampiamente dimostrati, visto che permettono la sintesi della vitamina D3 che a sua volta permette all'animale di assimilare il calcio contenuto negli alimenti.

Le lampade UVB sono INDISPENSABILI per tutti i rettili vegetariani, mentre non sono di nessuna utilità per i carnivori e per le specie fossorie e notturne. I motivi sono semplici: i carnivori sono in gradi di utilizzare la vitamina D3 contenuta nelle prede mentre le specie notturne e fossorie anche in natura non si espongono mai, o quantomeno molto raramente, alla luce solare. Le specie erbivore, assimilano con i vegetali solamente la vitamina D2, molto meno efficace della D3 e sono quindi in grado di produrre quest'ultima sintetizzandola autonomamente tramite un catalizzatore naturale: la luce solare. Quando un sauro o una tartaruga si espongono al sole quindi, non lo fanno solo per termoregolarsi, ma anche per produrre la vitamina D3 fondamentale per una corretta crescita e formazione della struttura scheletrica. Ricordiamo che la vitamina D3 è indispensabile al rettile per assimilare il calcio contenuto negli alimenti, senza questa vitamina il rettile è in grado di assimilare solo il 10-15% di questo calcio.

Quanto deve durare l'esposizione del rettile alla sorgente UVB per poter sintetizzare la vitamina D3 ? Il tempo varia a seconda di numerosi fattori fra cui ricordiamo solo i più importanti: l'età del rettile, la distanza della sorgente luminosa e la percentuale di emissione di raggi UVB della sorgente luminosa. Chi afferma che sono sufficienti pochi minuti di esposizione, come chi dice che sono necessarie anche 8 ore, sbaglia. Occorre tenere conto che un animale adulto, la cui struttura scheletrica è già completamente sviluppata assimila una quantità di calcio inferiore rispetto ad un esemplare giovane e quindi in crescita. Anche la distanza della sorgente luminosa e la percentuale di emissione di raggi UVB giocano un ruolo fondamentale. Avere un'ottima lampada posizionata lontana dall'animale non serve a nulla. La stessa cosa vale per chi utilizza lampade a scarsa emissione posizionate a distanza estremamente ravvicinata. A titolo indicativo suggerisco sempre di posizionare la lampada al massimo a 50 cm di distanza dal rettile, prestando sempre molta attenzione alla quantità di calore che la stessa lampada emana. Per quanto riguarda invece la percentuale di emissione di raggi UVB questa varia fra il 2 e l' 8%. Le lampade UVB non devono essere filtrate da pareti in vetro o plastica perchè questi materiali filtrerebbero anche i raggi UVB. Meglio ricorrere ad una rete metallica per impedire al rettile di venire in contatto con la lampade ed ustionarsi.

Le patologie più frequenti, legate alla mancata esposizione prolungata nel tempo ai raggi solari, sono: microfratture degli arti, crescita rallentata, rachitismo, osteoporosi e decalcificazioni all'apparato scheletrico. Tutti queste patologie si identificano piuttosto facilmente in un rettile, i sintomi sono evidenti: mandibola molle e spesso deforme, coda storta in uno o più punti, soggetto debole al tatto e dotato di scarsa mobilità.

Attenzione agli integratori, sia liquidi che in polvere, spesso vengono acquistati credendo erroneamente di sostituirli ad una lampada UVB. Senza uno lampada a raggi UVB queste sostanze non vengono metabolizzate e sono inutili se non potenzialmente dannose per il rettile. Un rettile in buona salute e che si alimenta regolarmente non necessità di alcun integratore.

In base alla mia esperienza, su diverse specie di sauri e di tartarughe, vi consiglio di far trascorrere il periodo estivo a questi rettili in una voliera allestita all'aperto, magari in giardino o in terrazza. Nessuna luce artificiale, per quanto complessa, può sostituire la luce solare. Inoltre i sauri che trascorrono il periodo estivo all'aperto, nei luoghi dove la temperatura lo consente, si dimostrano più robusti e vitali. Predisponete lo spazio interno alla voliera in modo da creare, tramite l'ausilio di piante o tronchi, delle zone d'ombra.

La Radiazione Ultravioletta (UV) La radiazione ultravioletta (UV) è la radiazione elettromagnetica con una lunghezza d'onda minore della luce visibile, ma maggiore dei Raggi X. Il nome significa "oltre il violetto" (dal Latino ultra, "oltre"), perché il violetto è il colore visibile con la lunghezza d'onda più corta. L'UV può essere suddiviso in UV vicino (380-200 nm) e UV estremo (200-10 nm). Quando viene considerato l'effetto dei raggi UV sulla salute umana, la gamma delle lunghezze d'onda UV viene in genere suddivisa in UV-A (400-315 nm), UVB (315-280 nm) e UVC (280-10 nm). Il Sole emette luce ultravioletta in entrambe le bande UVA e UVB, ma a causa dell'assorbimento da parte dell'atmosfera terrestre, il 99% degli ultravioletti che arrivano sulla superficie terrestre sono UVA e UVB.

Effetti degli UV sulla salute umana Fra i raggi ultravioletti gli UVA sono i meno dannosi, ma possono causare ustioni ad alte dosi. Alte intensità di UVB sono dannose per gli occhi, e un'esposizione prolungata può causare il flash di welder (fotocheratiti). Sia gli UVB che gli UVC danneggiano le fibre di collagene, e quindi accelerano l'invecchiamento della pelle. Gli UVB sono ritenuti una delle cause di cancri alla pelle come il melanoma. Questo meccanismo di attivazione del cancro è il motivo per cui il buco dell'ozono è così preoccupante. Come difesa contro la luce ultravioletta, dopo una breve esposizione il corpo si abbronza rilasciando melanina, un pigmento scuro. La quantità di melanina varia a seconda del tipo e del colore della pelle. La melanina aiuta a bloccare la penetrazione degli UV e impedisce che questi danneggino la parte profonda della pelle. Un effetto positivo della luce UV è che induce la produzione di vitamina D nella pelle.

I raggi luminosi emessi dal sole sono formati da una serie di particelle energetiche chiamate fotoni ed arrivano sulla Terra sottoforma di radiazioni che, a seconda della lunghezza d’onda, possono classificarsi in radiazioni visibili, UVA, UVB, UVC (ultravioletti A, B e C) o infrarossi.

L’energia delle radiazioni solari è inversamente proporzionale alla lunghezza d’onda. Ne consegue che i raggi ultravioletti, che hanno la lunghezza d’onda più corta (compresa tra i 200 nanometri degli UVC e i 400 nm degli UVA) sono i più energetici.

I livelli di radiazione UV e la loro azione sono influenzati da diversi fattori.

Altezza del sole. Il livello di radiazione UV varia a seconda dell’ora del giorno ed è più elevato quanto più alto è il sole nel cielo, dunque nelle ore intorno a mezzogiorno (il 60% delle radiazioni giornaliere arriva a terra tra le 10 e le 14).

Latitudine. I livelli sono più alti quanto più ci si avvicina all’equatore.

Altitudine. Ad alta quota l’atmosfera è più rarefatta ed assorbe meno radiazioni UV: per ogni 1000 metri, i livelli aumentano di circa il 10%.

Clima. Le nuvole e l’umidità assorbono parzialmente le radiazioni UV, che invece raggiungono i massimi livelli con il cielo sereno.

Superficie terrestre. I raggi solari sono riflessi o diffusi in maniera diversa a seconda del tipo di superficie: la neve può riflettere l’85% delle radiazioni UV, la sabbia asciutta il 15%, l’acqua il 5%, l’erba il 3%, l’asfalto il 2%.

Ozono. L’ozono filtra le radiazioni UV più pericolose. Il suo livello, oltre ad essere costantemente minacciato dall’inquinamento atmosferico, varia nel corso dell’anno.

Alimentazione: L'alimentazione dei gechi è costituita principalmente di insetti: grilli, camole del miele, della farina, caimani, mosche e drosofile. Gli esemplari appena nati possono essere alimentati fin da subito con piccoli grilli e drosofile, mentre gli esemplari adulti possono gradire di tanto in tanto della frutta matura. Gli insetti devono essere dimensionati in base alla taglia dell'animale, prede troppo piccole non vengono considerate come cibo mentre prede troppo grandi non vengono mangiate. Un ultimo appunto sull'alimentazione riguarda l'uso di prede vive o di prede "in scatola": se decidete di optare per le seconde ricordatevi di integrare l'alimentazione con un complesso vitaminico a base di calcio. Attenzione: animali abituati a prede vive si adattano con molta difficoltà ad accettare prede morte, quindi vanno abituati gradatamente per evitare lunghi periodi di digiuno. Con cadenza mensile è necessario integrare la dieta del vostro geco con calcio e vitamina D3.

Terrario: Raggiungendo la taglia di 25 cm un terrario verticale di 1 metro di lunghezza, 50 cm di profondità e 150 cm di altezza è sufficientemente grande per ospitare un maschio e due femmine di Phelsuma. E' molto importante fornire all'animale una serie di tronchi e piante sulle quali possa arrampicarsi e una vasca d'acqua in cui possa abbeverarsi (se si tratta di un esemplare giovane è probabile che non vada a bere dalla vasca seguite quindi il consiglio dato in precedenza ed installate una piccola fontanella o un gocciolatoio). Fissate in un angolo del terrario una lampada spot o un tappetino riscaldante per evitare che la temperatura scenda sotto i 20°C. Come substrato potete usare della corteccia o dei trucioli in legno, l'importante è che il legno che decidete di usare non emani forti odori (come il cedro) che possono provocare problemi respiratori all'animale. Potete usare anche i finti tappeti erbosi che trovare nei negozi di giardinaggio: sono facili da pulire ed esteticamente gradevoli. La carta da cucina comunque resta la scelta migliore, è molto igienica, si sostituisce facilmente e non provoca occlusioni intestinali dovute ad ingerimento, cosa che invece potrebbe accadere con la corteccia. Assicuratevi che nel terrario i fori per l'aerazione o l' intercapedine fra le ante scorrevoli siano strette in modo tale che l'animale non possa scappare.

Riproduzione: Le femmine depongono gruppi di una o due uova durante tutto l'anno. Dato che talvolta le uova vengono mangiate dalla stessa madre o da altri membri del gruppo è necessario spostarle in un apposito incubatore dove rimarranno fino al momento della schiusa. Il periodo di incubazione può variare fra i 2 e i 3 mesi anche se temperature più elevate o più basse di quelle comprese fra i 26 e i 28°C possono precedere o ritardare la schiusa. Un parametro molto importante che deve essere tenuto sotto controllo per tutto il periodo di incubazione è l'umidità che non deve mai scendere al di sotto del 60%. Come substrato potete utilizzare: vermiculite, terriccio oppure l'argilla che normalmente viene impiegata come lettiera per i criceti. ATTENZIONE: il substrato deve risultare umido al tatto ma non fradicio o bagnato altrimenti correte il rischio che le uova marciscono.

Malattie o disturbi: Non sono segnalate malattie o disturbi specifici per questa specie.

- - - -

Ora queste specifiche le ho messe cercando un po di qua e di la

e chiedendo a negozzi di animali, parlando con un tipo che li possiede

e facendo delle ricerche in internet

vorrei sapere se questo é corretto e se ci sono altre cose oltre

a queste che devo sapere!

Oltre a questo ho delle domande tipo:

per quanto tempo devo tener accesa la luce?

e da che ora a che ora sarebbe meglio accenderla?

(tipo dalle 08 alle 20 o.....?)

e altre domande riguardanti le piante da mettere

e le specifiche sul cibo ecc

ma le faccio dopo senno mi perdo....

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Benvenuto nel forum Jake Blues.. evvai un altro svizzerotto come me! :-D

Prima di tutto volevo farti i complimenti perché non sono in molti (purtroppo) che si informano altrettanto bene prima di prendere un animale...!

Ho solo un appunto da farti.. ti prego in futuro, quando citi delle frasi da altri siti, da libri, eccetera, di segnalarne la fonte (ricordo pero' che sono vietati link a siti pubblicitari o ad altri forum). Questo per questioni legali, ma soprattutto di correttezza.

Ti rigrazio!

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che ti dobbiamo dire hai detto tutto tu........

la luce, una adatta va accesa 8/10 ore al giorno decidi tu quando.......se era l'unica informazione che ti mancava

poi non ho letto tutto tanto li conosco a memoria ne ho avuti molti

ciao

ho altre domande

sempre per la luce

ho letto nella guida e in diversi siti che gl ultravioletti

non devono passare per vetro o plastica perché ne affievolisce

l intenzita ma... il mio terrario credevo fosse adatto al 100%

e torniamo al ma... ^_^

sotto la luce (i due neon) cé proprio vetro che permette al geco di arrampicarsi^^

ma effettivamente non dovrebbe esserci

passando alla domanda

é importante che tolga il vetro e che metto tipo una retina?

o posso lasciarlo anche cosi....?

grazie :D

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Benvenuto nel forum Jake Blues.. evvai un altro svizzerotto come me! :-D

Prima di tutto volevo farti i complimenti perché non sono in molti (purtroppo) che si informano altrettanto bene prima di prendere un animale...!

Ho solo un appunto da farti.. ti prego in futuro, quando citi delle frasi da altri siti, da libri, eccetera, di segnalarne la fonte (ricordo pero' che sono vietati link a siti pubblicitari o ad altri forum). Questo per questioni legali, ma soprattutto di correttezza.

Ti rigrazio!

ciao ladyD

grazie del benvenuto :D

una svizzera mi ti co! heeh mi som de roré

se lo conosci credo ch sia per la lingera

carnevale mi ti co!!!!! hehe

si ho capito cosa devo fare!

sorry non sono ancora praticissimo

fatemi notare tutti sti errori grazie!!!!!

intanto ciao

e grazie ancora del benvenuto!!!!! :D

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