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Puntini Bianchi!


vannie
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Ciao, questa mattina mi sono accorta che nel mio acquario di pesci rossi, il mio oranda grigio/blu si è coperto di puntini sulla coda. Ce l'ho da un annetto non capisco cosa possa essergli successo...l'unica cosa è che una decina di giorni fa ho introdotto nell'acquario un black moor che però è sano e non presenta puntini bianchi quindi non riesco a capire perchè gli siano venuti...tra l'altro non sono ben delineati...è malato cmq? lui cmq è vispo e mangia normalmente....ho messo nell'acquario un prodotto specifico (blu) che altro potrei fare?

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potrebbe trattarsi di una micosi, chiedi al tuo negozio di fiducia un prodotto specifico si dovrebbe risolvere facilmente

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non mi ricordo il nome xche' è un po che ai miei non gli viene. comunque se è un prodotto specifico va benissimo

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ragazzi i miei pesci hanno qualche puntino bianco, sn andata al negozio e mi hanno dato "medi mor" che è fatto apposta per i puntini...la dose è 30 gocce ogni 100 litri, e il mio acquario è 100 litri, però ieri ne ho messe 10, perchè ogni goccia aveva 1 sacco di prodotto!! non volevo che diventasse pieno di questa medicina verde!! oggi (secondo giorno) la dose è di 15 gocce e ne ho messe 5, ho fatto bene??

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è l'ittioftiriasi (causata da un protozoo intradermico) che si manifesta con piccole macchie bianche sul corpo e sulle pinne.

Non procedete subito con medicinali!

In questi casi si cerca di risolvere il problema con un graduale aumento della temperarura dell'acqua.

Se il problema persiste allora usare i medicinali appositi e nelle quantità appropriate.

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è l'ittioftiriasi (causata da un protozoo intradermico) che si manifesta con piccole macchie bianche sul corpo e sulle pinne.

Non procedete subito con medicinali!

In questi casi si cerca di risolvere il problema con un graduale aumento della temperarura dell'acqua.

Se il problema persiste allora usare i medicinali appositi e nelle quantità appropriate.

giustissimo...

leggi questo articolo, ti può essre ultile:

INQUADRAMENTO, con caratteristiche

Ictio - parte 1.

Dominio: Eucarioti

organismi costituiti da cellule provviste di nucleo (i batteri, invece, sono procarioti);

Regno: Protista

organismi mono o pluricellulari microscopici (<0.5mm), terracquei, capaci di sopravvivere in forme cistiche; alcuni sono parassiti;

Phylum: Ciliophora

protozoi dotati di ciglia, utili per nuotare, arrampicarsi, nutrirsi, recepire stimoli sensoriali; si nutrono per fagocitosi, espellendo cioe' all'esterno dei vacuoli contrattili che catturano le prede (globuli rossi, cellule epiteliali, batteri)e le digeriscono con i loro enzimi;

Classe: Oligohimenophorea

presentano una doccia ventrale che contiene la bocca ed e' attorniata di ciglia, ben distinte da quelle del corpo;

Ordine:Hymenostomatida/S.ordine:Ophryogleninaorganismi viventi liberi nelle acque dolci e capaci di parassitare sia pesci che invertebrati;

Famiglia: Ichtyophthiriidae

Genere: Ichthyophthirius

L'ictio e' quindi una malattia che puo' infettare sia pesci che invertebrati, molto contagiosa e diffusiva ma non per l'uomo, e capace di uccidere molti esseri viventi delle nostre vasche in pochissimo tempo. Tuttavia i pesciotti che ne guariscono, acquistano una immunita' mediata da anticorpi, che puo' durare per tutta la vita.

Ma come puo' uccidere questo protozoo?

Si tratta di un killer spietato, che nelle fasi avanzate della malattia invade l'epitelio delle branchie, e cioe' delle cellule destinate a scambiare i gas e ad ossigenare i tessuti del pesciotto: queste cellule si ispessiscono, le lamine branchiali si deformano, il flusso di O2 si riduce e i tessuti diventano asfittici. Ma questo e' lo stadio finale, quindi e' ovvio che esistono delle fasi iniziali, che occorre riconoscere bene e forse anche... prevenire.

La prevenzione si basa su una quarantena obbligata di almeno 3 settimane e di un ispezione accurata delle piante, che andrebbero anch'esse quarantenate, dopo lavaggio con soluzione acetata di acqua dell'acquario: 1ml di aceto in 50ml di acqua, spruzzata su tutte le parti, incluso il dorso delle foglie e le radici. Bisogna altresi' cambiare il carbone dopo terapia in vasca e usare attrezzature disinfettate (candeggina o permanganato di potassio). Inoltre niente sbalzi di T° (riscaldare l'acqua dei cambi) e occhio acche' tutti i pesciotti siano ugualmente ben nutriti per quantita' e tipo di cibo (vitamina C in vasca - 1-2gtt ogni 5-10l, ogni settimana, al buio e nel cibo alla dose di 1 goccia per inzupparlo).

Il ciclo vitale comprende l'infezione del pesciotto da parte dei TERONTI, ciliati e nuotanti: questi parassitano il pesce e penetrano nei suoi tessuti (prima perforazione), trasformandosi in TROFONTI (o Trofozoiti), detti cosi' perche' si nutrono dei tessuti e dei globuli rossi dell'ospite, formando le caratteristiche pustole/puntini bianchi.

I trofonti, quando sono adulti lasciano il pesce (seconda perforazione della cute), essendo diventati dei TOMONTI, che si posano sul fondo (sia su alghe che su ghiaia o fondo piu' spesso), acquistando una forma cistica.

All'interno della cisti si suddividono molte volte, dando luogo ai TOMITI. Quando la cisti si rompe (24-36ore), i tomiti si trasformano in parassiti allungati e provvisti di ciglia, abili nuotatori: i TERONTI, da cui eravamo, appunto, partiti e la cui bocca funziona da apparato che trapana la cute del pesciotto.

Perche' la malattia e' ad alta diffusione?

1. perche' ogni volta si formano 1500-2000 tomiti;

2. perche' i teronti nuotano e le ciglia captano le sostanze chimiche di cui e' costituita la livrea ed il muco del pesciotto;

3. perche' i teronti possono sopravvivere anche fino a 72 ore senza ospite, a seconda della T° dell'acqua (dopodiche', tuttavia, muoiono);

4. perche' i trofonti, protetti dallo strato di cute del pesciotto non possono essere danneggiati dalle medicine e solo i teronti sono colpiti;

5. perche' l'ictio completa il proprio ciclo vitale in 4gg quando la T° e' pari a 28°-32° e anche in 5 settimane quando la T° e' inferiore a 23°. In tal modo, le reifestazioni sono all'ordine del giorno.

6. perche' nelle forme piu' aggressive di Ictyo il parassita si puo' replicare direttamente nella cute superficiale dell'ospite (in questi casi le forme vulnerabili al trattamento non... ci sono).

Terapia dell'Ichtyo

Quando un pesciotto inizia a presentare anche solo uno di questi sintomi: puntini bianchi (anche solo 1), sfregamenti contro gli arredi, branchie erose, respiro affannoso, perdita di appetito, attitudine a rimanere nascosti, bisogna agire.

Prima di partire con la terapia farmacologica occorre tuttavia far tesoro di alcuni accorgimenti pratici:

-conoscere la fisiopatologia della malattia e non essere solo dispensatori di medicine in vasca;

-fare mente locale sulla fauna e flora acquatica, in merito a tipo di piante, specie di pesciotti;

-rimuovere carbone dal filtro se presente;

-spegnere gli sterilizzatori UV;

-conoscere la dose max ed eventualmente raggiungerla e anche superarla fino quasi ad ottenere i primi segni di stress dei pesciotti (ad esempio respiro accelerato); in questo caso un cambietto del 20-30% di acqua riduce la concentrazione del farmaco, ma si e' certi di avere personalizzato per bene la terapia (e quindi la dose); e' infatti importantissimo, una volta deciso di intervenire con un farmaco, dare la dose esatta, nulla di meno, ma forse un pizzico di piu';

-proseguire qualsiasi terapia per 48 ore dopo aver "eradicato" la malattia (o almeno quando si pensa che i pesciotti ne siano ormai liberi);

-adottare una microfiltrazione in caso di invasione massiccia;

-frequenti cambi d'acqua (ogni 24 ore) e sifonamenti del fondo

(anche ogni 8 ore);

La terapia si avvale di diversi tipi di trattamento, che citero' in ordine di semplicita' di somministrazione/esecuzione:

T° (utile per gli stadi iniziali ma solo per pesciotti resistenti alle alte T° e quindi non per Tanichtys e Corydoras ad esempio)

- aumentare la T° dell'acqua gradualmente fino a 30-32°, ove consentito dalla tipologia dei pesciotti: lo sbalzo termico accelera il ciclo vitale del parassita e, se protratto a lungo (almeno due settimane) puo' essere letale per i protozoi, che muoiono (ma solo se la malattia non e' gia' molto diffusa, se si tratta di un primo episodio, se non vi sono state altre malattie in vasca nei 10gg precedenti, se i pesci sono ben alimentati, se non si tratta di una forma resistente di Ictyo oppure gia' selezionata nelle vasche di provenienza).

A questo proposito ricordo che quando acquistiamo un pesciotto, questo, pur non presentando i "puntini bianchi", puo' essere affetto dalla malattia: ecco perche', a maggior ragione dobbiamo osservare bene gli oggetti del nostro acquisto, ma anche le vasche vicine e comunque dobbiamo quarantenarli prima di immetterli in vasca di comunita';

Metodo del Trasloco (per i puristi, che si affidano unicamente al metodo e non ai prodotti e comunque per infezioni allo stadio iniziale)

Occorrono due vaschette di quarantena da 15-25l, con T°, pH e durezza uguali a quelli della vasca di origine: i pesciotti vengono spostati dalla vasca di comunita' nella prima (acqua riscaldata e ben ossigenata). Dopo 24 ore vengono spostati nella seconda, mentre la prima viene svuotata completamente, disinfettata e nuovamente preparata. Dopo 24 i pesciotti vengono ritraslocati nella prima vaschetta. Il turn-over dura per 8gg, tempo in cui, non essendoci inquilini, la vasca di comunita' si autodepura: prima di reimmettere i pesciotti nell'acquario andrebbe fatto comunque un cambio del 50% (prima giornata) e quindi usato un biocondizionatore (seconda giornata).

Alcuni attuano i "traslochi" ogni 8 ore, riducendo la durata del trattamento a 3-4 giorni.

Sale marino (sempre nelle fasi iniziali e talora anche come prevenzione; in vasca di quarantena)

5gr, non di meno (equivalenti ad un cucchiaino da the) per ogni litro di acqua, in vasca di quarantena: il tempo e' definito dalla tollerabilita' del pesciotto, ma a queste concentrazioni si tratta di bagni lunghi ed il trattamento puo' essere ripetuto 2-3 volte, intervallate da cambi del 50% di acqua riscaldata e biocodizionata; se si opta per una cura d'urto, si possono usare 25-30gr/l per un periodo di tempo variabile da 30" a 2'.

Blu di Metilene (anche se e' un battericida e quindi non agisce sempre)

- diluire 3ml di soluzione 1:100 ogni 10 litri di acqua dell'acquario; mantenere l'acqua medicata per 3 giorni consecutivi;

Acriflavina

- 0,1grammi ogni 10 litri di acqua dell'acquario: non filtrare prima di tre settimane;

Formalina, cioe' Formolo al 37-40% (in vasca di quarantena)

250mg/l per 30'; aereatore al massimo; ripopolazione del filtro se il trattamento viene fatto in vasca; cambio del 50% di acqua a termine con robusto sifonamento del fondo. Bagno per 1 ora.

Permanganato di Potassio

2mg/l, per 3 applicazioni ripetute.

Verde malachite (meno adatto per pesci privi di squame - botia ad esempio; da usare al 50% per i tetra; tossico; da maneggiare con guanti e mascherina; potenzialmente mutageno, lesivo per feti ed avannotti)

0.5-1mg/l se usato da solo, mentre il dosaggio si riduce quando viene utilizzato in combinazione con la formalina: 0.2mg/l + 25mg/l di formalina.Bagno per 1 ora.

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