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Cammelli E.. Cinema!


LadyD
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Dal CdT di oggi:

UNA STORIA AMBIENTATA IN UN MONDO DOVE SI VIVE ANCORA IN ARMONIA CON LA NATURA, MA FINO A QUANDO?

Riuscirà il piccolo Botok a intenerire la madre?

Un cucciolo di cammello protagonista di un documentario girato nel deserto del Gobi

Antonio Mariotti

U n tempo, narra un’antica leggenda mongola, la testa del cammello era ornata da un bel paio di corna. Un giorno, però, il cervo gliele chiese in prestito per pavoneggiarsi a una festa e non gliele riportò più. È per questo che ancora oggi il cammello scruta l’orizzonte in attesa dell’arrivo dell’amico, ma invano. Questa storia, raccontata dal nonno della famiglia di nomadi che ci accompagna nel corso del film di diploma alla scuola di cinema di Monaco dei due giovani registi Byambasuren Davaa ( mongola) e Luigi Falorni ( italiano), la dice lunga sullo spirito dei protagonisti della pellicola. Protagonisti apparentemente modesti, goffi o comunque dalle sembianze molto particolari ( i cammelli del deserto del Gobi sono ben più lanosi di quelli sahariani), ma che si portano dentro una profondità d’animo a dir poco sorprendente. È quasi insopportabile, ad esempio, stare ad ascoltare il pianto del piccolo batuffoloso Botok, ripudiato senza alcuna colpa dalla superba madre Ingen Temee che gli impedisce a suon di calci d’infilarsi sotto le sue gambe per sfamarsi. La femmina ha forse le sue buone ragioni – si tratta del primogenito che le ha causato un parto molto difficile durato ben due giorni – ma così facendo Botok rischia di lasciarsi morire nonostante gli sforzi della famiglia di nomadi che continua a somministrargli il latte con una bottiglia. Per i cammelli è infatti molto difficile riprendersi dallo shock della separazione madre- figlio. Unica possibilità di ritrovare la naturale armonia: un antico rituale musicale per il quale necessita però la presenza di un violinista. Ecco allora i due ragazzi della famiglia inforcare i cammelli e attraversare il deserto a caccia del musicista. Una piccola incursione nel mondo « moderno » , dove imperano tv e videogiochi, che ci fa capire come il microcosmo nomadico mongolo sia ormai sempre più minacciato. Inutile dire che il rito avrà pieno successo e che Botok e Ingen Temee formeranno da allora un’inseparabile coppia.

Con questo documentario, che si vede come una fiction ed è adatto a un pubblico d’ogni età, i due giovani registi hanno raccolto successo ovunque, una moltitudine di premi e persino una candidatura all’Oscar. Tutti meritatissimi.

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