Timidissimi, si nascondono nelle zone più impervie. Scorgerli è ancora raro. Un evento, reso possibile solo dopo lunghi appostamenti nelle forre più selvagge del massicci montani della Sardegna. Ma ormai i cervi, reintrodotti dopo molti decenni di assenza dall'Ente Foreste, stanno tornando a colonizzare i boschi dell'isola.
Una gradevole presenza che non passa più inosservata e che tuttora sorprende e entusiasma. "Durante un'escursione con i ragazzi, alla fine dello scorso settembre nel massiccio del Linas - racconta Vittoriano Tradori, guida scout di Villacidro, un ameno borgo in provincia di Cagliari - abbiamo sentito alcuni bramiti. Qualche attimo dopo abbiamo potuto osservare, ad una distanza non superire ai 20 metri, una stupenda coppia di cervi". L'avvistamento è avvenuto in una valle non molto lontana dal luogo in cui era stato costruito il primo recinto dei cervi. "Stanno tornando a frequentare i boschi - commenta ancora lo scout - ma ormai è evidente che, soprattutto i nuovi nati, stanno esplorando territori sempre più vasti. Qualche volta si avvicinano anche ad alcune zone abitate".
La ricomparsa del cervo è vissuto quasi come un miracolo. "Nel 1988 per ripopolare le foreste - spiega Enea Beccu, ex comandante regionale del Corpo forestale di vigilanza ambientale - abbiamo utilizzato cervi provenienti dalle riserve di Maidopis e Is Cannoneris, recinti realizzati a Burcei e Pula, paesi della provincia di Cagliari". Una gemmazione che sta dando i suoi frutti: un rilevamento del dipartimento di biologia animale ed ecologia dell'Università di Cagliari ha dimostrato, registrando i bramenti dei maschi adulti nel periodo degli amori, che in Sardegna vivono ormai più di seimila ungulati.
"Stiamo andando al di là d'ogni più ottimistica previsione - commenta Luciano Mandas, il coordinatore del progetto del centro di recupero fauna di Monastir (provincia di Cagliari) - il pericolo maggiore è rappresentato dai cacciatori: dobbiamo ancora combattere contro la terribile piaga del bracconaggio, purtroppo ancora presente in tutto il territorio. Lo scorso anno abbiamo effettuato 13 autopsie su cervi trovati morti: dieci stati uccisi dai pallettoni dei cacciatori di frodo, uno per l'urto con un'auto e due dall'assalto di cani randagi".
Il Cervo sardo (Cervus elaphus corsicanus) è una sottospecie del Cervo europeo (Cervus elaphus).
Fino a poco tempo fa si temette la sua estinzione (alla fine degli anni '60 fu inserito nel IUCN Red list 2000 of Threatened Species con una popolazione stimata probabilmente inferiore ai 100 individui).
Ora il rischio di estinzione è stato allontanato: un censimento del 2005 stima una popolazione di oltre 6000 esemplari allo stato libero, distribuita in tre areali non contigui della Sardegna meridionale:
Sulcis: quasi 2600 esemplari, di cui 1000 nella Riserva di Monte Arcosu e 1500 nei territori contigui delle foreste demaniali di Gutturu Mannu, Monte Nieddu e Is Cannoneris.
Sarrabus: oltre 2000 esemplari.
Monti dell'Iglesiente e dell'Arburese: quasi 1500 esemplari, di cui 1250 nell'Arburese e i restanti nel Monte Linas e nel Monte Lerno.
Minacce principali
- bracconaggio
- incendi boschivi
- impoverimento del patrimonio forestale

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